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Motivi per apprezzare (e difendere) Internet

21 Mag Posted by in Uncategorized | 1 comment

Intorno a internet c’è ancora troppa paura, diffidenza e scarsa conoscenza. C’è invece chi lo ha compreso fin troppo bene e lo teme appunto per questo, in difesa di interessi personali. E’ perciò necessario insistere sulla diffusione della cultura digitale, a tutti i livelli, senza scoraggiarsi: è infatti l’unico modo per mostrare quali grandi benefici se ne possano ottenere. Di motivi per apprezzare e tutelare questo bene (Internet) ce ne sarebbero parecchi, ma mi voglio limitare a prendere come esempio un intervallo di pochi minuti di una mia qualsiasi giornata connesso alla rete.

 

Informazione

genocide-in-syriainternet-syria

Nella timeline di Twitter scopro altri contenuti relativi alla guerra civile in Siria. Il primo tweet mostra l’ennesima interruzione alla connettività Internet da quelle parti, con l’esclusione di Aleppo che sfrutta la vicinanza con la Turchia.

https://twitter.com/renesys/status/468539082420027392

Gli altri sono contenuti, attribuiti alla Siria (attenzione prima di aprirli, non sono adatti a persone sensibili), che in tv non avrebbero mai trasmesso. Inoltre, attraverso i canali e i contatti digitali è possibile verificare fonte, luogo e giorno.

https://twitter.com/Free_Media_Hub/status/468539517319008258

https://twitter.com/Free_Media_Hub/status/468539291367649280

https://twitter.com/Free_Media_Hub/status/468539153945468928

https://twitter.com/Free_Media_Hub/status/468538934868578304

Il primo mostra un attentato avvenuto nel sud della Turchia, vicino al confine con la Siria (fonte).

La seconda fotografia è stata scattata l’8 marzo a Istanbul e mostra una famiglia siriana proveniente da Aleppo che si ripara dalla pioggia (fonte).

La terza foto invece è stata scattata in Siria (fonte) e la quarta pure, per la precisione ad Aleppo (fonte).

Sono risalito alle fonti, banalmente, facendo reverse engineering delle foto.

 

Molestie

Molestie sessuali, stalking, bullismo e violenze di vario tipo avvengono sia attraverso i canali digitali che senza, ma con differenti modalità.

La prima differenza è che Internet aggiunge un grado di separazione in più: lo spazio. Non ci può essere contatto fisico tra aggressori e vittime.

Apprendo tramite Facebook che due amiche hanno ricevuto molestie per la strada: la prima con un tentativo di accarezzamento delle gambe, la seconda con frasi tipo “non sai cosa ti farei”.

Da un lato, quindi, il digitale offre maggior tutela, a patto di saper affrontare queste situazioni con personalità e possedendo adeguata cultura digitale per difendersi in modo efficace. E’ infatti altrettanto vero che sui media digitali è maggiore l’amplificazione, che se l’aggressione avviene in una piazza digitale si rischia di venirne travolti, che l’aggressione da verbale può diventare fisica.

 

Cittadinanza partecipativa

Il terzo esempio riguarda un’esperienza che ho vissuto in prima persona.

Lunedì ero presente a un incontro col Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini presso un noto liceo milanese, in cui erano previsti un discorso e un’oretta di domande e risposte.

Qualche ora prima ho chiesto ai miei contatti su Facebook quali domande avrei potuto rivolgere al Ministro, raccogliendo parecchi spunti interessanti. Purtroppo le domande erano selezionatissime e raccolte prima dell’intervento del Ministro, che è stato inavvicinabile per tutto il tempo. Ho però fatto live twitting di tutto ciò che si è detto, in modo da portarne a conoscenza anche i non presenti (anche la lista dei presenti era selezionata). Infine, ho sottoposto all’attenzione del Ministro una delle questioni attraverso Twitter. Al momento non ho ancora avuto risposte, ma non era questo il mio obiettivo: a me interessava la sua attenzione sull’argomento e la notifica di Twitter sarà stata certamente letta, anche dal Capo di Gabinetto del Ministero.

Infine, ho raccolto tutto in Storify.

 

Scavalcare le gerarchie, i filtri, le distanze geografiche sono cose che Internet rende possibili.

Dare voce a tutti, raccogliere l’esperienza collettiva e sfruttare la partecipazione attiva (vedi #code4italy) per offrire servizi migliori alla cittadinanza, pure.

 

One comment

  • Marta ha detto:

    Mi permetto anche di citare It Gets Better, e l’omologo italiano Le cose cambiano, che a partire dalla pubblicazione di video su un sito web stanno facendo eccellenti campagne di comunicazione / sensibilizzazione per la lotta al bullismo omofobo e transfobo nei confronti di adolescenti.


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