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I social media spiegati a Gasparri

18 Feb Posted by in Uncategorized | Comments

gasparri

Il rapporto tra politici e social media è spesso controverso. Se da un lato è innegabile che i Social media possono essere un volano straordinario per l’economia, l’istruzione, la cittadinanza partecipativa, l’informazione e la libertà di espressione, dall’altro i politici hanno ancora in molti casi scarsa confidenza con strumenti, cultura, dinamiche e opportunità sul digitale.

Queste gravi lacune sono una delle cause che periodicamente generano tentativi maldestri di legiferare su argomenti dei quali si conosce poco o ci si è fatti un’idea distorta.

Un esempio lampante ne è l’emendamento sulle competenze digitali della Pubblica Amministrazione che rischiava di non passare in Parlamento ma che, grazie all’impegno e alla determinazione di Stefano Quintarelli, è passato all’unanimità come mai si era visto nella storia della Repubblica. Questo è stato un segnale forte che trasmette molta fiducia per il futuro, ma non bisogna dimenticare che non sempre ci sarà un Quintarelli a indirizzare gli eventi sul binario giusto, come nel caso del famigerato DDL sulla diffamazione. C’è ancora molto da lavorare sulla cultura, sia dal basso che dall’alto.

 

Giusto oggi Marco ha fatto notare che al Viminale avevano invitato i rappresentanti dei colossi del web (Google, Facebook, Twitter, Microsoft, IBM e HP) per parlare di lotta al terrorismo sui canali digitali. Tutti rigorosamente con carta e penna.

viminale-colossi-web

 

Buttando un occhio a quello che succede oltre i nostri confini, come riferisce il Guardian, in una situazione difficile come quella spagnola in cui lo scollamento tra istituzioni e cittadini è evidente, ecco che i Social media e persino Whatsapp possono aiutare a ricostruire questo rapporto. In primis, come canale di ascolto della voce dei cittadini, quindi per proporsi come riferimento credibile e per conversare.

Questa esperienza utilizza un approccio diametralmente opposto a quello a cui siamo abituati, come si può vedere dallo schema qui sotto.

 

LO STAI FACENDO MALE

 

 

COSI’ PUO’ ANDARE

 

uso la comunicazione monodirezionale
 
uso la comunicazione bidirezionale
 
lancio proclami
 
ti ascolto
 
non ti conosco, hai pochi follower, usi un nick al posto di nome e cognome in chiaro: quindi per me non esisti
 
non ti conosco ancora: quindi vado casa per casa per dirti come noi possiamo entrare in contatto
 
non abbiamo mai mangiato insieme, quindi non mi fido di te
 
non abbiamo mai mangiato insieme, ma voglio darti fiducia: quindi ti lascio qualcosa di personale come il mio numero di cellulare
 
non la pensi come me, mi critichi: quindi ti blocco, ti denuncio, ti querelo
 
non la pensi come me: quindi vorrei capire come mai
 
anche se frequentiamo la stessa piazza non siamo sullo stesso piano: quindi faccio di tutto per mantenere le distanze
 
cerco un dialogo alla pari, costruttivo, nel rispetto reciproco
 
non ho tempo da perdere con te
 
io ho bisogno di te tanto quanto tu hai bisogno di me
 
uso tutti gli strumenti a mia disposizione per controllare il più possibile ciò che dicono su di me
 
accetto di  perdere parte del controllo
 
utilizzo il canale social che più mi mantiene nella comfort zone
 
utilizzo il canale social che fa sentire nella comfort zone le persone con cui voglio entrare in contatto
 

 


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