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L’uomo che twittava le Rivoluzioni

24 apr Posted by in Uncategorized | Comments

Di Andy Carvin ho già scritto parecchio sulle pagine di questo blog, essendo stato uno dei suoi followers su Twitter della prima ora, quando ancora le principali testate giornalistiche mondiali (e non solo) non facevano a gara per intervistarlo.

Negli ultimi dodici mesi è stato chiamato in vari modi, da “l’uomo che twitta le Rivoluzioni” a “il migliore account Twitter del mondo“.

Oggi Andy ha oltre 68 mila follower e ha condiviso oltre 131 mila tweets.

All’inizio del 2012 viene persino proposto per il Pulitzer da GigaOM, ma ne viene escluso perché il comitato organizzatore ritiene la piattaforma di Twitter sia incompatibile con le caratteristiche richieste per l’assegnazione, in quanto non è “una testata giornalistica statunitense che pubblica almeno settimanalmente nel corso dell’anno civile e che aderisce ai più elevati principi giornalistici”.

Paradossalmente, il Pulitzer poi assegnato all’Huffington Post afferma esattamente in contrario, cioè che “the medium doesn’t matter“. Proseguendo coerentemente con questo ragionamento, non dovrebbero perciò esserci differenze tra un medium digitale e l’altro.

Sui criteri di assegnazione dei Pulitzer comunque mi sono già espresso apertamente.

Nonostante tutto ciò, nel corso dell’edizione 2011 del Festival del Giornalismo di Perugia mi capitava di chiedere agli speaker presenti che cosa ne pensassero del lavoro di Andy e di sentirmi rispondere da qualche giornalista di primo piano con fare snob che, in fondo, non fosse chissà che.

Perché i social media abbiano avuto un ruolo di primissimo piano nella Primavera araba lo spiegò molto efficacemente Kathryn Corrick – presidente di Online News Association UK – in quella occasione, come riassunto nel documento qui sotto. All’interno di questo fenomeno, Andy è stata indubbiamente la persona che più di ogni altra si è distinta nell’attività di reporting e content curation (quindi selezione delle fonti, fact checking, aggregazione, distribuzione, ecc.): non a caso Kathryn lo cita ben prima di AlJazeera, CBC News, Reuters e BBC.

International Journalism Festival: social media as a reporting tool

 

Una bella notizia è che Andy sarà presente all’edizione 2012 del Festival come speaker d’eccezione a ben due keynote, venerdì 27 per “Twittando la primavera araba: catturare la Storia, 140 caratteri alla volta” e sabato 28 per “Contesto e verifica dei social media“.

Io sarò presente a entrambi e spero che ci siano anche eventuali detrattori del suo metodo che nel frattempo hanno avuto modo di ricredersi.

Per conoscere Andy Carvin usando più di 140 caratteri ho raccolto in uno Storify le interviste più significative che ha rilasciato.

Oltre 5.000 dei suoi tweet sono stati analizzati dettagliatamente in uno studio dal quale emerge come e quanto abbia dato voce ai manifestanti della primavera araba.

Questo studio, dal nome “Sourcing the Arab Spring: A Case Study of Andy Carvin’s Sources During the Tunisian and Egyptian Revolution“, dall’analisi delle singole fonti evidenzia tra le altre cose che Andy:

  • ha dato maggiore importanza ai messaggi dei cittadini anziché alle fonti ufficiali.
  • ha avuto quasi metà dei messaggi passare dalla propria timeline  di Twitter provenienti da attivisti e blogger (48,3%), anche se rappresentavano solo un quarto delle sue fonti (26,4%).
  • i giornalisti dei media tradizionali rappresentavano circa un quarto delle sue fonti (26,7%) e il 29,4% dei tweets.

Una particolare riflessione credo che meriti la slide n. 13, che recita “Information cascade“: il riferimento è evidentemente verso tutte quelle persone – chi più, chi meno – che sono da lui state contagiate e ne hanno amplificato o completato i messaggi. Senza un network collaborativo intorno a sé, Andy non sarebbe riuscito nel suo intento e la sua abilità è stata quella di farsi riconoscere come fonte rigorosa e autorevole.

Ne consiglio la lettura perché è una interessante chiave di lettura di come oggi il giornalismo si stia trasformando attraverso i social media.

crediti immagine

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