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Il ricordo della voce di Whitney Houston

13 Feb Posted by in Uncategorized | Comments

E così se ne è andata anche Whitney. Si è conclusa nel modo più doloroso la parabola discendente di una delle più grandi artiste mondiali di sempre.

Un matrimonio sbagliato, le droghe, le violenze private, l’alcolismo, i farmaci, un corpo irriconoscibile, le esibizioni fischiate e poi il tragico annuncio di questa notte.

Purtroppo è stato un brutto modo di congedarsi per una donna dalla voce unica, dalla presenza scenica coinvolgente, dal carattere solare, dall’immagine pulita, persino di bella presenza (aveva trascorsi come modella).

Era riuscita persino a superare il successo di una parente brava come Dionne Warwick e a volare sempre più su, fino a frantumare i record di vendita dei Beatles.

Ho ancora i suoi primi due vinili – quelli del successo planetario – più quello famoso della colonna sonora della “Guardia del corpo”. Come non ricordarmi di “I will always love you“, che insieme a “Every breath you take” dei Police è la canzone che fece fare capolino al mio cuore?

E ricordo ancora come fosse ieri la sua esibizione allo stadio di Wembley nel 1998 quando molti grandi artisti offrirono insieme un tributo per i 70 anni di Nelson Mandela.

Ricordo i brividi.

Ricordo che subito dopo spensi la tv, nonostante fossero ancora molti gli artisti in attesa di esibirsi, perché nella mia testa frullava la frase “qualsiasi cosa potrò ascoltare questa sera non raggiungerà MAI queste vette inarrivabili“.

Ero sazio.

Quella canzone era “Didn’t we almost have it all“.

Buon ascolto. Click!

 


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