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Perché pianificare l’insuccesso sui Social Media

05 mar Posted by in Uncategorized | 1 comment

Winston Churchill nel corso della seconda Guerra Mondiale disse “he who fails to plan is planning to fail“, cioè “chi fallisce la pianificazione, sta pianificando il proprio fallimento“.

Questa è tuttora una citazione molto usata, ma erano altri tempi e altri contesti.

Giorni fa un illuminante articolo segnalato dal buon Fabio Lalli mi ha stimolato alcune riflessioni su questo tema.

Da anni andiamo infatti ripetendo come un mantra che, rispetto ai media tradizionali, i social media offrono basse barriere all’ingresso anche perché il costo del fallimento all’ingresso – e sottolineo all’ingresso – è più basso.

Questo significa, per esempio, che una startup può sperimentare varie soluzioni, sviluppare diversi prototipi, raccogliere feedback, valutare i risultati e ripetere il processo.

Leggo che James Dyson, l’inventore degli aspirapolveri senza sacchetto, ha realizzato ben 5.127 prototipi in 15 anni prima di ottenere un modello funzionante. E’ ovviamente un caso limite (ed erano anche altri tempi), ma rende l’idea che ogni fallimento può essere un passo di avvicinamento verso il successo. E anche i fratelli Wright non furono da meno.

Un anno fa anche Brian Solis menzionava la frase di Churchill, ma probabilmente questa risentiva già del passare del tempo ed era sempre meno calzante al contesto dei social media. Brian però aggiungeva - e su questo mi trova in perfetta sintonia – che all’interno di una efficace strategia sui social media per una organizzazione non è sufficiente la sola presenza sugli stessi ma occorre estenderne la cultura al proprio interno e riorganizzare i reparti. Tutti.

Una strategia di gestione degli incidenti è fondamentale per il successo di una impresa e offre suggerimenti su come implementare o migliorare i piani futuri.

Rispettare una lista di punti da evitare oppure di punti da seguire per non ottenere un insuccesso sui social media è sempre utile, ma…potrebbe anche servire un approccio differente.

Il pensiero di Charlene Li, fondatrice di Altimeter Group, va oltre la pianificazione fatta per evitare l’insuccesso: dice che, anche qualora dovesse verificarsi nonostante tutte le precauzioni, il fallimento non deve essere temuto e che l’open organization non deve temere di perdere il controllo.

Il Social Media Marketing è ancora nella sua infanzia e i brand continuano a sperimentare. Il fallimento è una parte essenziale di questa fase e deve essere atteso così come il successo, anziché temuto“.

L’innovazione e il fallimento vanno quindi di pari passo; il timore del fallimento soffoca la creatività e il progresso.

Ma…anche qui potrebbe servire un approccio differente.

Essere presenti sui Social Media richiede ancora più tempo e pazienza che sui media tradizionali: campagne politiche importanti condotte su questi terreni si sono rivelate clamorosi flop anche perchè lanciate all’ultimo momento, per recuperare terreno sull’avversario che invece aveva avuto tutto il tempo per svilupparla a dovere. La fiducia e l’engagement non si ottengono facilmente.

Se all’interno di un’organizzazione è addirittura possibile pianificare la serendipity per stimolare l’innovazione, come suggerisce Jakob Morgan, a maggior ragione andrebbero pianificati gli insuccessi e considerati parte integrante delle attività da compiere per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Fail early, fail fast, fail often“.

Così come un progetto tradizionale di una certa rilevanza solitamente prevede un task di risk management, allo stesso modo un social media plan dovrebbe includere un task di social risk management che aiuti a gestire una sorta di fallimento controllato.

Pianificare il fallimento è un approccio complementare al classico modello PDCA, dal quale si differenzia in quanto già all’origine si sa che qualcosa andrà male e come; come tale, si inserisce a monte delle fasi che ne costituiranno il continuum di autoapprendimento.

Tutto ciò è qualcosa che richiede un mix di innovazione strategica e organizzativa. Ogni membro del team deve essere messo nelle migliori condizioni di svolgere il proprio lavoro; deve sentire di godere della fiducia anche in caso di fallimento e non deve sentirsi frenato da possibili penalizzazioni future. Per esempio, per facilitare il cambio culturale aziendale potrebbe essere ricompensato anche il fallimento, se raggiunto attraverso uno sforzo teso a raggiungere obiettivi fuori dal comune e con approcci innovativi. Si tratta di premiare la mentalità del singolo anziché (soltanto) gli obiettivi. Si tratta di riconoscere il ruolo del singolo nel contagio della mentalità del resto del team, solitamente facilitato se questa è tesa a raggiungere traguardi importanti. Si tratta di stabilire a priori quale dovrà essere il livello di rischio che ogni membro potrà assumersi, sulla base degli obiettivi prefissati in termini di tempi, costi e qualità.

Persino una delle società di maggior successo nella storia, cioè Groupon, ha iniziato la sua avventura come un fallimento chiamato ThePoint.

All’inizio del 2010 secondo Gartner sarebbero fallite il 50% delle campagne sui social media da lì al 2012 (e, a giudicare dagli altri contenuti del report, sono stati parecchio ottimisti), percentuale comunque nettamente migliore rispetto alla globalità dei progetti IT (70% di fallimenti stimati). E’ giusto comunque evidenziare che, con l’aumento degli investimenti in Social Media Marketing registrato negli ultimi tempi – specie in business già molto avviati – sono aumentati anche i casi dove il costo del fallimento è maggiore rispetto al passato.

In conclusione, come diceva Soichiro Honda, “Success is 99% Failure“.

Oppure, se preferiamo…

https://twitter.com/#!/danmic4/status/176434782287310850

crediti immagini iniziale

 

Letture consigliate:

18 feb 2008 Fail Early, Fail Often

28 feb 2008 Planning for Failure

03 mar 2008  Strategic planning failure

02 feb 2010 Gartner Reveals Five Social Software Predictions for 2010 and Beyond

18 giu 2010 Rewarding failure

28 lug 2010 Social media failure should be embraced not feared

07 dic 2010 Interview Eric Lefkofsky, Groupon Founder

20 dic 2010 Social Media Success Starts with Planning for Failure

06 gen 2011 In Social Media, Failing to Plan is Planning to Fail

03 feb 2011 Be More Successful by Planning for Frequent Failure

06 giu 2011 Fail early, fail fast, fail often

09 lug 2011 L’arte del fallimento

24 ott 2011 Innovation Failure is a Learning Experience

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