Redazionale




L'alta velocità in Italia

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Ipse dixit
  
Venerdì 06 Giugno 2008 13:10



"Non abbiamo bisogno di fare l'alta velocita' di cemento per spostare una mozzarella dagli Urali a 300 all'ora, abbiamo bisogno di fare l'alta velocita' per scambiarci informazioni"

Beppe Grillo (settembre 2007)
 

 

Elettronica e comunicazione

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Ipse dixit
  
Mercoledì 04 Giugno 2008 00:00

L'impiego sempre piu' esteso dell'elettronica nel mondo delle
comunicazioni ha paradossalmente comportato un aumento
dell'isolamento"

Papa Benedetto XVI (19 aprile 2008)
 

 

Il concetto di apprendimento

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Ipse dixit
  
Mercoledì 04 Giugno 2008 00:00


"Non hai veramente capito qualcosa finche' non sei in grado di spiegarlo a tua nonna."

Albert Einstein








 
 

Il bliglietto aereo elettronico per tutti

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Posto di Bloggo
  
Lunedì 02 Giugno 2008 13:17
Commento all'articolo pubblicato su Zeus News il 2 giugno 2008

E' praticamente cosa fatta l'adozione del biglietto elettronico da parte delle maggiori compagnie aeree, sotituendo di fatto il classico biglietto cartaceo.

Oltre al lodevole impatto ecologico ridotto grazie al minore utilizzo di carta (ma non siamo così sprovveduti da pensare che sia stato questo il motivo principale dell'iniziativa), c'è sicuramente una riduzione dei costi da parte delle compagnie, che bisogna verificare se si traduce anche in minori costi per chi acquista i biglietti.
Sicuramente ci sarà un apprezzabile risparmio di tempo sia per chi acquista (che potrà tracciare in qualsiasi momento la situazione delle proprie prenotazioni) che per le compagnie, che potranno così anticipare le previsioni sul numero di prenotazioni per un dato volo, informazione preziosissima.
Un altro motivo che sicuramente ha inciso parecchio è quello della prevenzione del terrorismo, che sarebbe ancora più efficace se esistesse un'identità digitale universale per ogni individuo, con cui confrontare i dati della prenotazione.
Non dimentichiamo infine che questi dati elettronici andranno ad arricchire i database di marketing a vantaggio delle ricerche e della profilazione dell'utenza, si spera nell'ottica di fornire un servizio sempre migliore, visto che purtroppo quest'ultimo lascia spesso a desiderare.

La considerazione fatta nell'articolo riguardante la riduzione del personale a fronte dell'introduzione di procedure automatizzate, è una questione ormai secolare.
Premetto che io sono fermamente convinto che l'evoluzione tecnologica può essere ignorata o centellinata da chi la avversa, ma prima o poi bisogna farvi i conti; purtroppo (o per fortuna) il mondo va avanti anche senza di noi, e chi non sta al passo (sia i singoli cittadini che le aziende) è destinato a rimanere tagliato fuori.
In questo caso occorre verificare se il personale addetto sia attualmente sottodimensionato (in questo caso ben venga l'automatizzazione) o sovradimensionato (in questo caso sarebbe bene riconvertire il personale addetto con attività a diverso valore aggiunto, ovviamente non auguro il licenziamento a nessuno)
.

 
 

Il digital divide in Italia

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Posto di Bloggo
  
Lunedì 02 Giugno 2008 00:00

Ribaltando la domanda mi chiedo: perché queste persone “dovrebbero” usare la tecnologia?
A fronte di un desiderio o di una necessità?

Negli States forse sono più abituati ad esigenze come quella di comunicare coprendo grandi distanze senza spostarsi, in Italia meno.
Gli italiani non è che siano tanto pigri, è che non hanno gli stimoli per usare strumenti che non ritengono indispensabili perché sostituibili da quelli tradizionali.

Ci sono però segnali incoraggianti: ho incontrato ultimamente nelle community online sia mamme di mezza età alla ricerca di un canale dove chiacchierare, che uomini di terza età alla ricerca di consigli su come utilizzare le nuove tecnologie (ricordo ancora con affetto un pensionato che ho aiutato quando teneramente mi ha confidato di voler conoscere le nuove tecnologie ora che ha più tempo libero).

Al congresso di Milano a cui ho partecipato l’altra settimana, ho trovato rispetto a 12 mesi prima un pubblico (composto da professionisti del settore) più predisposto e molto più preparato,talvolta più degli stessi speaker.
Spunti emersi durante congressi dei mesi passati si sono tramutati oggi in success case.
Timori, luoghi comuni e pregiudizi sono alimentati spesso dai media tradizionali e dalle majors musicali e cinematografiche, che cercano di condizionare chi potrebbe avvicinarsi al web.

Per quanto riguarda le novità che potrebbero avere un impatto sul digital divide tecnologico, leggevo l’altro ieri le dichiarazioni rilasciate da Bernabè, AD di Telecom Italia:
- Telecom si propone come fornitore unico delle infrastrutture per realizzare economie di scala
- Finora solo l’utenza ha goduto della riduzione dei costi
- Telecom taglierà costi per 300 mln/€ anno e 5 mila unità di personale addetto
- La copertura del territorio con la banda larga avverrà entro il 2015 (!!)

Il Governo invece sta studiando una “legge obiettivo” per il Broadband, con la quale trasferire sul web diversi servizi della PA, nell’intento di innescare un circolo virtuoso per gli investimenti sul web.
Per quanto riguarda invece il processo di separazione delle infrastrutture dai servizi, discusso dal 2006 e transitato per l’operazione Open Access di Telecom dello scorso febbraio, sembra ormai accantonato.

Morale: se aspettiamo il cablaggio della fibra ottica facciamo in tempo a diventare vecchi.
Più verosimilmente saranno le connessioni wireless a fare da traino al web. Lo stesso WiMax di cui tanto si è parlato rischia di essere già sorpassato nel momento in cui entrerà in funzione, visto che si parla già di tecnologie più evolute.
 

 
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