I brand del mio 2009

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Sabato 03 Gennaio 2009 08:00


In un ritaglio di tempo mi è capitato di riflettere sui brand che nel corso del 2009 hanno avuto una certa influenza su di me e che in qualche modo mi hanno aiutato o arricchito.
L'idea, a metà strada tra il gioco e l'esercizio di stile, era quella di identificare tutti quei marchi che, alla luce della mia esperienza, avrei potuto attribuire a una ipotetica categoria #maipiusenza.
Ridendo e scherzando, di nomi di brand me ne sono venuti in mente uno dietro l'altro, così ho pensato di annotarli sull'iPhone, più come promemoria per me stesso che per altro.
Mi sono però accorto che sarebbe stato meglio ordinare queste note in qualche modo: indeciso tra uno schema gerarchico, una classificazione tramite etichette e una matrice di Ansoff, ho pensato di rappresentare il tutto tramite mind mapping.
Alla fine il risultato è stato apprezzabile, tant'è che ho deciso di condividerlo qui sul blog.
 
Alla categoria “maipiusenza” ho associato:
  • TomTom, in quanto fedele compagno dei miei spostamenti e più attendibile di Google Maps. Ho perso il conto di tutto il tempo che mi ha fatto risparmiare, di tutte le volte che mi ha tratto d'impaccio e delle multe che mi ha risparmiato, anche se ammetto di abusarne un pochetto. Giudizio: rassicurante.
  • Barcamp, in quanto nel 2009 la mia partecipazione a eventi legati al web 2.0 e ai media digitali ha privilegiato queste non-conferenze rispetto a congressi, seminari e forum come mi accadeva negli anni precedenti. Giudizio: social.
  • Infostrada, perché senza una connessione Adsl, per quanto non eccelsa, col cucù che mi connetto al web. Stare senza connessione internet è quanto di peggio possa capitare a un web addicted (ok, esistono mali peggiori nella vita) e nel 2009 non ho avuto particolari problemi, a differenza dei due mesi di isolamento totale del 2008. Giudizio: l'importante è esserci.
  • Delicious, lo strumento che ha risolto brillantemente i miei problemi di organizzazione dei contenuti. L'uso smisurato e sofisticato che ne ho fatto ha decretato la fine del salvataggio di files sul computer, del salvataggio dei bookmarks nei brower, della riclassificazione periodica dei bookmarks e del pensionamento senza rimpianti di Google Bookmarks. Giudizio: ordinato
  • Postoditacco, il mio personal brand. A dire il vero non mi è mai piaciuto e lo trovo scomodo ogni volta che devo digitarlo per connettermi a un servizio 2.0 (attualmente sono circa 500 quelli a cui sono registrato), però a questo punto è tardi per i ripensamenti. C'è di buono che, quando mi registro a un nuovo servizio, trovo sempre questo account disponibile e che non è appetibile per i cybersquatters: inoltre credo che sia abbastanza mnemonico (forse perché singolare, mah). Giudizio: autoreferenziale
  • Friendfeed, indiscutibilmente il servizio web a cui ho dedicato più tempo, forse più che a tutti gli altri messi insieme. Utile e divertente allo stesso tempo. Nel secondo semestre ho rivisto radicalmente il mio uso della piattaforma e centellinato il tempo che vi dedicavo (in precedenza arrivato a livelli “sovrumani”) grazie anche a una ottimizzazione dei flussi (spero che questo termine non infastidisca nessuno ;) ). Giudizio: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
  • Moo, più di un biglietto da visita, specie i miei realizzati con una certa creatività. Oltre a contenere la mia identità digitale, raccontano anche qualcosa sia dei contenuti che condivido che del mio modo di pensare. E' l'unico caso in cui preferisco il supporto analogico a quello digitale: li porto sempre con me e nel 2009 ne ho distribuiti a bizzeffe. Li ho preferiti ai Poken per il maggior livello di personalizzazione (parere squisitamente personale e opinabile), anche se sul finire dell'anno ho ceduto alle lusinghe del panda che lampeggia. Giudizio: lei non sa chi sono io!
  • Yokohama, i pneumatici per i quali ho interrotto anni e anni di fedeltà assoluta verso Michelin, con cui ho percorso centinaia di migliaia di chilometri con soddisfazione. Nello specifico, si tratta di un modello invernale (Winter M+S) con un comportamento su acqua, neve e ghiaccio strepitoso: provare per credere! Giudizio: tutto sotto controllo.
  • Asus, il brand sia del notebook che del personal computer. Del primo sono talmente soddisfatto che me lo porto appresso ovunque e che ha fatto crollare miseramente il livello di utilizzo del desktop. Magari non lo uso, ma mi piace sapere di averlo sempre con me, “perché non si sa mai”, con tanto di cavetteria al seguito. E' di una comodità impagabile (oltre che esteticamente gradevole), seconda solo a quella dell'iPhone: se avesse anche i tasti retroilluminati per l'uso notturno (ah, il Mac...) sarebbe perfetto. Giudizio: compagno fedele.
  • Apple, il marchietto riportato sulla propaggine delle mie mani e che risponde al nome di iPhone (altro brand importante). Questo è il mio unico dispositivo col logo della mela morsicata, tanto piccolo quanto potente. E' un potente dispositivo che ha rivoluzionato l'utilizzo del mio tempo e potenziato esponenzialmente la gestione delle mie comunicazioni, delle mie relazioni sociali e dei contenuti (condivisi e non). Oggi come oggi non saprei proprio come farne a meno. Giudizio: la mia finestra sul mondo.
  • Vodafone, perché senza un gestore che ti fornisce un servizio di connettività mobile dati (ovviamente flat o giù di lì) per l'iPhone non me ne faccio niente. Ogni tanto mi aiuta anche a fare e ricevere telefonate, quando proprio non ne posso fare a meno. Nel 2009 nelle zone che batto io sono migliorate sia la copertura H3G che la qualità del segnale, ma perfettibili se ci si avventura per aree sperdute. Se Vodafone mi consentisse anche di utilizzare il tethering gratuito con l'iPhone, farei i salti carpiati dalla gioia. Giudizio: tutta intorno a me, o quasi.
  • Samsung, perché dopo un altro monitor più 2 due chiavette Mp3 acquistati nel corso dell'ultimo anno, penso di potermi definire un aficionado (o meglio, un cliente soddisfatto) di questa azienda. Giudizio: non tradisce le aspettative.
  • My web 2.0, il mio blog usato inizialmente come palestra e successivamente come condivisione, prima del boom di social network come Facebook e Friendfeed, per i quali l'ho un po' trascurato. E' un po' la mia casa, dove ritorno dopo essermene andato a zonzo per il mondo a fare esperienze nuove e dove racconto quanto di nuovo ho appreso. Giudizio: home sweet home.
 
Alla categoria “stazionari” ho associato:
  • Facebook, che non è mai decollato come mio canale di comunicazione. Sarà stata l'interfaccia, sarà stato il fatto di non trovarci persone e contenuti secondo le mie aspettative, rispetto ad altre piattaforme, sarà che mi consente di fare un po' di tutto senza eccellere in niente, oppure per alcune policy poco rassicuranti, ma la scintilla non è mai scoccata. In compenso la gestione della privacy è eccellente. Giudizio: amico è una parola grossa.
  • Tumblr, per tutti i meme che creerebbero rumore se annotati nel mio blog, ma che farebbero la loro sporca figura se conservati qui. A differenza di altri per i quali costituisce il contenitore principale, per me è un ripiego per ciò che non trova spazio nel mio blog. E' un peccato perché Tumblr, se utilizzato bene, consente di realizzare cose pregevoli. Vedremo nel 2010. Giudizio: si può dare di più (riferito al sottoscritto).
  • Skype, che tra tutti i sistemi di instant messaging mi sembra quello più usabile, produttivo, sicuro e professionale. Purtroppo non è ancora un sistema completo di collaborazione online, però compie il suo sporco dovere ed è utilizzabile anche da dispositivi mobili (dal 2009 anche da iPhone). Potrei utilizzarlo anche per fare e ricevere telefonate ma, come dicevo prima, preferibilmente utilizzo canali non vocali. Giudizio: call me, anytime anyplace anywere anyway (cit.).
  • Oracle, che tra l'altro sarebbe il mio pane quotidiano, professionalmente parlando. Un brand che una volta innovava e contendeva a Microsoft lo scettro di leader mondiale dell'IT, mentre oggi acquisisce altri grossi player, i quali possiedono realtà più piccole ma visionarie e tutto sommato indipendenti. Avrebbe il potenziale per proporsi come leader assoluto nelle soluzioni di cloud computing e di database distribuiti, invece si ferma giusto un attimo prima della scelta coraggiosa. Giudizio: non rimandare a domani quello che potresti fare benissimo dopodomani 
  • Flickr, piattaforma dove sono finalmente passato a un account Pro, anche se i miei mezzi limitati e i miei interessi principali rivolti altrove non faranno mai di me un fotografo come si deve. Giudizio: anche l'occhio vuole la sua parte.
  • Twitter, quando la sintesi è un pregio. O hai questa dote, oppure Twitter non fa per te. In 140 caratteri devi condensare un pensiero oppure una riflessione sui massimi sistemi dell'universo, però devo dire che gli url shortner aiutano parecchio. Ho cambiato il mio modo di twittare, passando dal “cosa stai facendo?” al “cosa vorresti dirmi?” ben prima che l'interfaccia tradotta in italiano lo introducesse, utilizzandolo quindi in modo più proficuo (per condividere link, ad esempio), senza tediare oltremodo i miei followers. Sono tuttora sorpreso del potenziale di questo strumento (non solo in fase comunicativa), tanto che penso di utilizzarlo di più e meglio nel corso del 2010. Giudizio: più veloce della luce.
  • Michelin, i pneumatici che ho sempre imposto ai concessionari come condizione imprescindibile per l'acquisto delle autovetture, sono stati da me accantonati negli ultimi due inverni, ma li rimonterò con lo sbocciare delle primule perché sull'asciutto sono ancora una sicurezza assoluta. Voto: se mi lasci non vale.
 
Alla categoria “in disuso” ho associato:
  • Microsoft, inteso come brand che mette a disposizione la piattaforma (Windows) e i principali applicativi che utilizzo quotidianamente in ambito lavorativo. Il mio interesse verso gli applicativi Windows è andato scemando, fino ad arrivare ai minimi storici, anche a causa della colpevole scelta del colosso di Seattle di rimanere ancorati a una visione pc-centrica dell'IT e del web. Nel 2009 ho sciolto gli ultimi indugi e ho portato sul web la stragrande maggioranza dei miei dati e dei servizi che utilizzo (ovviamente ponderando bene cosa e dove). La comodità e la sicurezza mi sembrano di un livello superiore (a costi inferiori), a patto di avere sempre una connessione web disponibile. Questo è ancora più valido da quando negli ultimi mesi sono  aumentati i servizi web accessibili anche offline, Google in testa. Giudizio: attendendo il rilascio della versione definitiva di Google OS.
  • H3G, l'ultimo gestore a cui mi sono legato, per accedere in mobilità dal notebook tramite chiavetta HSUPA, ogni qualvolta la connessione wi-fi non è disponibile. Sfortuna (loro) vuole che spesso riesca a trovare una connessione disponibile o che riesca a sopperire con l'iPhone. Sinceramente non saprei dare un giudizio serio sulla copertura e sulla qualità del segnale, perché l'ho utilizzato talmente poco che non ho acuisito elementi sufficienti. Inoltre le tariffe finora disponibili non mi hanno aiutato nella scelta. Giudizio: se son rose, fioriranno.
  • Bittorrent, che al pari dei suoi simili è finito nel dimenticatoio, pena anche la scarsità di tempo da dedicare poi all'utilizzo dei contenuti. Giudizio: chi l'ha visto?
  • Tim, l'altro gestore che uso solo per chiamate vocali, anche perché sulla parte dati sono coperto da Vodafone (che all'epoca prevedeva dei piani tariffari più convenienti per me). L'avrei preso in considerazione come gestore per le connessioni via chiavetta HSUPA, se solo quest'ultima non fosse stata assolutamente irreperibile presso gli innumerevoli centri Tim che ho girato, oppure se avesse avuto tariffe ricaricabili vantaggiose. Giudizio: bye bye, baby.
  • Nokia, che dopo innumerevoli cellulari acquistati ha lasciato spazio all'iPhone, anche se rimane il mio preferito per le chiamate vocali. Dubito che nel 2010 possa arrivare ad avere l'usabilità dell'iPhone o ad avere uno store equiparabile; piuttosto mi butterei su Android. Giudizio: c'eravamo tanto amati.
 
Come si può notare, la quasi totalità dei brand che ho citato è legata in qualche modo alla tecnologia e al web in particolare.
Questo è dovuto al fatto che per me questi marchi hanno rappresentato qualcosa di importante e che mi hanno fatto fare esperienze significative (sia in positivo che in negativo) rispetto ad altri che hanno rivestito un ruolo secondario nella mia vita.
Questo non vuol dire che nel 2009 io non abbia avuto a che fare con Nike, Nutella, Pioneer, Honda, Cacharel o altro, ma solo che ho attribuito meno importanza a queste altre esperienze.
 
Per il 2010 prevedo alcuni cambiamenti, consistenti in un paio di “new entry” importanti, la rivalutazione delle piattaforme di microblogging, la svalutazione di FriendFeed, un utilizzo consistente di H3G e... probabilmente qualche imprevisto che incontrerò strada facendo.
 
A proposito: la mappa mentale l'ho realizzata con l'app SimpleMindX e credo che la utilizzerò più spesso perché non è mica male, no?
 

 
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Luglio 2010 17:07 )
 

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