Non ci sono altri dettagli, ma solo un link "ECCO COME SCARICARE CHROME" che rimanda alla pagina di download, perfettamente inutile in quanto lo stesso articolo dice che lo si può scaricare già dalla homepage di Google.
Inoltre un errore evidente lascia intendere che tra le peculiarità di Chrome ci sia anche quella di fornire rilassanti massaggi in centri benessere (chissà, di questo passo, forse...).
Sbalordisce il fatto che chi ha scritto l'articolo non abbia capito l'impatto del rilascio di un prodotto del genere.
Da come viene descritto, sembra un
software per chattare e ascoltare musica durante la navigazione in Internet e tanto basta perché l'autore dell'articolo lo definisca un
contenitore completo.
In realtà per i canoni degli utilizzatori del web è da considerarsi largamente incompleto (anche per ammissione della stessa Google): lo dimostra il fatto che sia una versione beta e che siano assenti tante funzionalità come ad esempio le estensioni.
Nessun riferimento ai reali punti di forza di questo browser e all'impatto che ragionevolmente potrà avere sulle abitudini degli utenti di Internet (anche Internet mobile), nonché sui mercati mondiali del software, dei servizi e dell'advertising.
Per giorni ne hanno parlato tutti i media (chi più, chi meno): tanto per fare esempio, sulla prima pagina del Sole 24 ore era l'unica fotografia.
Su Tgcom invece nessun aggiornamento sugli sviluppi successivi al rilascio: hacker che hanno trovato dei bug, critiche a non finire per la privacy (guardare ad es.
qui e
qui) e per i termini di utilizzo assurdi (vedi
qui), il mondo dell'advertising in rivolta (basti vedere le analoghe considerazioni fatte da
Layla Pavone qualche giorno prima in occasione del rilascio di Internet Explorer 8 beta 2) per la modalità di navigazione in incognito.
Nemmeno una raccomandazione ad andare cauti con l'installazione di questo prodotto, alla luce di quanto emerso.
Il messaggio che recepisce chi legge è "clicca qui, installa e vai tranquillo", come se fosse un solitario per pc o uno screen saver.
Vi dico subito di non cercare l'
area commenti perché non c'è.
Se volete quindi arricchire l'articolo con le vostre osservazioni (visto che le le informazioni presenti sono insufficienti e fuorvianti) l'unico sistema è quello di scrivere privatamente alla redazione cliccando su uno squallido link "Scrivi al TGCOM".
Questo purtroppo non vi darà nè la garanzia che qualcuno dedichi a voi lo stesso tempo che voi
spontaneamente e gratuitamente avete speso per cercare di migliorare un servizio altrui, nè che vi risponda semplicemente per ringraziarvi del contributo (vi garantisco che ci sono redazioni che lo fanno).
Non darà nemmeno ad altri la possibilità di vedere cose vi siete scritti ed eventualmente commentare a loro volta.
Se invece avete avuto l'onore di ricevere una risposta da questa redazione, fatemelo sapere perché mi interessa capire se certe situazioni sono la regola oppure un'eccezione.
Sono soprattutto curioso di conoscere l'opinione di qualcun altro su questo modo di fare giornalismo.
Personalmente conosco giornalisti molto preparati e molto predisposti all'utilizzo dei nuovi media, ma ritengo che siano sottoutilizzati (o sprecati, vedete un po' voi cosa preferite) se collocati all'interno di redazioni chiuse a riccio su loro stesse.
Se poi a scrivere sul web è qualcuno che con i nuovi media c'entra come i cavoli a merenda (magari perché riciclato da una redazione offline), i cavoli diventano anche di chi si aspetta un servizio decente.
p.s. La foto mostra un
messanger in azione