Esempio di aspetto di una sezione blog (sezione FAQ)

Progetto in video stop motion con i post-it

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Giovedì 04 Giugno 2009 22:40

Sono rimasto colpito da questo video, realizzato da un taiwanese con la tecnica dello stop motion e dei normalissimi post-it colorati.
Lo trovo assolutamente geniale.
 



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Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Febbraio 2010 14:32 )
 

Google Images censura la strage di piazza Tian'anmen

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Giovedì 04 Giugno 2009 11:05

Come ricordavo l'altro giorno, oggi ricorre il ventennale della strage di piazza Tian'anmen.
Google images però pare avere una "memoria diversa" a seconda della nazione in cui lo si utilizza.

Infatti, effettuando una ricerca di "tiananmen massacre" su Google.com, quello che appare al di fuori della Cina è l'immagine seguente.
Google Images in the rest of world


La stessa ricerca, effettuata su Google.cn, restituisce come risultato quest'altra videata
Google Images in China

fonte: Blogoscoped



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Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Febbraio 2010 14:31 )
 

Il grande firewall dell'informazione cinese

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Martedì 02 Giugno 2009 14:11

Le muraglie non si costruiscono solo usando i mattoni, ma anche chiudendo i canali di informazione: ce lo ricorda in questi giorni il governo cinese, proprio nel periodo in cui cade il ventennale dei fatti di piazza Tian'anmen, sfociati nella strage che ebbe inizio la notte del 3 giugno 1989.
A terra, come è noto, rimasero 200 civili e 100 militari secondo la versione del governo cinese, 800 vittime secondo la CIA, 2600 per la Croce Rossa e 3000 secondo gli stranieri presenti a Pechino in quei giorni, senza contare tutti i feriti, gli arrestati e i morti per le rappresaglie che seguirono.

Oggi, probabilmente per evitare che si parli troppo di questi avvenimenti (o, meglio, che se ne parli e basta), il governo cinese ha letteralmente chiuso l'accesso a siti come Twitter, Blogger, Flickr, Live.com, Hotmail e vari altri.

In cina sono molto diffusi sia le VPN che i server Proxy per aggirare i controlli governativi, ma anche questi, una volta scoperti, subiscono la censura sia in entrata che in uscita.
 

fonte: TechCrunch


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Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Febbraio 2010 14:31 )
 

Video virali contro la censura su Internet in Turchia

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Venerdì 22 Maggio 2009 13:18

Questi video fanno parte di una campagna virale, opera del blogger turco Selim Yoruk, realizzata come segno di protesta verso la censura che quotidianamente limita la libertà di espressione dei cittadini turchi.

E’ una censura che fino a qualche anno fa colpiva libri, riviste scientifiche, trasmissioni televisive e quotidiani.
Negli ultimi due anni, a fronte dell’esplosione sul web di fenomeni di massa come blog e social network, questa censura è stata estesa anche ai canali digitali, applicando (a volte ritornando sui propri passi in seguito alle proteste ricevute) dei filtri parziali o addirittura dei blocchi totali verso questi canali.
Stiamo parlando di blocchi hanno riguardato, tra le altre, piattaforme come Blogger, YouTube, Wordpress, Dailymotion, Slide.com.

Lo scorso marzo in Turchia è stata addirittura vietata la diffusione della rivista scientifica “Bilim ve Tekni”, che voleva pubblicare un servizio dedicato a Charles Darwin, dopo che il 2009 è stato dichiarato dall'UNESCO anno internazionale di Darwin.

In questi video vengono immaginate, con la giusta ironia, situazioni normalissime della vita quotidiana stravolte dalla censura, in modo da stimolare riflessioni a tutti i netizen sugli enormi rischi che comportano azioni repressive di questo tipo, già di per sè gravi se si vuole disegnare una società democratica, dove sia garantita la pluralità di espressione (anche nel rispetto delle minoranze) e dove la conoscenza possa essere condivisa.
 
  • Nel primo video un ragazzo tenta di parcheggiare l’auto.
  • Nel secondo video una coppia di ragazzi vuole prendere in prestito un libro in una biblioteca.
  • Nel terzo video una ragazza fa la spesa al mercato ortofrutticolo.
  • Nel quarto video un ragazzo deve espletare i suoi bisogni in una toilette pubblica.
  • Nel quinto video una signora fa acquisti in macelleria.

Al termine di ogni video compare questo messaggio:
"Oggi, una censura verso il tuo internet,
domani alla tua vita"


Per approfondimenti sull’argomento:
Sansuresansur.org, Il blog di Marco Cappato (deputato europeo radicale), Globalvoicesonline.org, Blogosfere









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Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Febbraio 2010 14:35 )
 

Non è un telefonino, é un Blackberry

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Giovedì 21 Maggio 2009 00:15


A pronunciare queste parole è l'On. Laura Ravetto, deputata del PdL (ma potrebbe essere benissimo di qualsiasi schieramento), durante la puntata di Ballarò del 19 maggio.
Tenere un telefonino acceso in pubblico è stato indubbiamente un gesto di maleducazione da parte dell'On Ravetto, tanto più in diretta televisiva di fronte a milioni di telespettatori.
Rispondere con tono saccente a chi glie lo ha fatto notare è stato anche peggio.
Infatti non credo che i presenti o i telespettatori rischiassero l'insonnia se la Ravetto non avesse palesato marca o modello del suo telefonino; in compenso esistono le norme di buona convivenza della nostra società di cui tutti dovrebbero essere a conoscenza e che andrebbero sempre rispettate pur non costituendo un'infrazione alla legge.
Tra queste ci sono quelle di non disturbare gli altri con l'uso del telefonino in occasione di riti religiosi, luoghi di culto, ospedali (a seconda dei casi), ecc., quindi è sbagliato farlo, punto e basta.
Non rendersi conto di questo e pensare che il problema fosse l'errata definizione affibbiata al suo dispositivo mobile significa non riuscire a capire (o non volere capire) i problemi di fondo; lo stesso sarebbe valso anche se sulla diatriba telefonino vs Blackberry avesse avuto ragione (e non l'ha).
E' grave che a farlo sia un politico, perché se fosse stato Cesare Cremonini a Radio Deejay (come qualcuno ha detto)...echissenefrega!
E' grave perché, se l'innovazione e il futuro del web dovranno passare attraverso questa classe politica, c'è da preoccuparsi seriamente, tutti, indipendentemente dagli orientamenti, perché il web, la pluralità di espressione e la net neutrality sono un patrimonio di tutti.
E' grave perché la reputazione di un politico non aumenta se questo possiede un Blackberry, ma semmai dal buon uso che ne fa e dal lavoro intelligente che svolge al di là di qualsiasi tecnologia.

Chiedere scusa quando si riconosce di aver sbagliato non è un disonore ma un segno di apertura mentale.
Un'ultima cosa: l'On. Ravetto è della classe 1971 quindi, educazione a parte, quanto meno dovrebbe sapere cosa sia e a cosa serve quell'oggetto con la scritta Blackberry che porta nella borsetta, oltre che a essere esibito all'occorrenza.



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Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Febbraio 2010 14:36 )
 
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