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Google Public Data per realizzare grafici animati con grandi volumi di dati

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Googlando
  
Martedì 09 Marzo 2010 02:00

Da Google Labs è appena stato rilasciato Google Public Data Explorer, un nuovo tool per rappresentare visivamente grandi insiemi di dati.
Per poterne verificare le potenzialità, Google mette a disposizione alcune dimensioni di analisi di dati (per lo più demografici) acquisiti da World Bank.
Ai grafici è possibile applicare un minimo di personalizzazioni, come la scelta del tipo di rappresentazione tra quattro tipi diversi, la selezione delle nazioni o la scelta degli anni da esaminare.
Per ogni grafico è prevista un'animazione, realizzata in Flash, che ne mostra l'andamento dei dati durante il periodo esaminato: questa animazione può infine essere linkata o incorporata in qualsiasi pagina web.
 
I dati attualmente disponibili purtroppo non sono aggiornatissimi (i più recenti sono del 2008), così come le dimensioni di analisi sono abbastanza generaliste e non specifiche di un determinato contesto (ergo, fatti pochi report si sono esaurite le analisi possibili).
Il motivo è appunto che questi dati sono stati forniti solo a fini dimostrativi per cominciare a familiarizzare con lo strumento.
Andando direttamente alla fonte, cioè sul sito di World Bank, la situazione addirittura peggiora perché i dati in alcuni casi si fermano al 2007: i dati aggiornati al 2010 sono infatti disponibili solo a pagamento.
 
Teoricamente è possibile caricare e visualizzare su Public Data i propri dati, chiedendo a Google di partecipare a questo che per il momento rimane un esperimento.
Non è invece ancora prevista la possibilità di esportare i dati.
 
La tecnologia su cui si basa Public Data Explorer deriva da quella di Trendalyzer, una compagnia acquisita da Google qualche anno fa e specializzata appunto nella rappresentazione grafica dei dati.
 
Qui sotto c'è un breve e semplice documento che mostra come funziona in pratica Google Public Data Explorer.


Già che c'ero, ne ho approfittato per giocare un po' sia con questo strumento che con quello messo a disposizione da World Bank.

 
Trends realizzati con Google Public Data

Ho rappresentato l'andamento, nel corso del decennio 1998-2008, delle seguenti dimensioni:
  • numero di utenti internet ogni 100 abitanti della nazione in esame
  • numero di abbonamenti a cellulari ogni 100 abitanti
  • tempo occorrente a una startup per avviare un business
 
In tutti i rapporti ho messo a confronto alcune delle nazioni più rappresentative del mondo occidentale (incluse Olanda, Svezia e UK, che notoriamente dominano queste classifiche), paesi asiatici e paesi emergenti (Cina, Brasile, Turchia, Iran).
 
Nel primo grafico vediamo subito che la diffusione di Internet in Svezia, pur rimanendo a ottimi livelli, negli ultimi anni ha subito addirittura un'inversione di tendenza.
Un brusco calo della penetrazione lo possiamo notare anche in Italia, ma con una copertura che raggiunge solo metà della popolazione.
E' invece in forte crescita la copertura nei paesi emergenti, nonostante i dati siano fermi al 2008 e Turchia e Iran non siano ancora alle attuali quote, decisamente interessanti.
 


 
Il secondo grafico mostra invece l'incredibile diffusione di telefoni cellulari a Hong Kong (quasi 1,7 per abitante!) ma anche in Italia (anche se in fase calante).
Sorprendentemente gli States non occupano una buona posizione in questo trend, mentre paesi emergenti come Iran e Brasile sono quelli col trend migliore (avvantaggiati anche dal fatto che le telecomunicazioni fisse non sono capillari sul loro territorio).
 

 
Col terzo grafico possiamo farci una vaga idea di quanto sia irta la strada per avviare una nuova attività, districandosi tra burocrazia e difficoltà di ogni tipo.
A parte il Brasile "non pervenuto" e la Cina lontana dai modelli imprenditoriali europei, abbiamo la scontata pole position degli USA, una incredibile Turchia che incalza e un'altrettanto sorprendente quarta posizione dell'Italia.
Ovviamente sono tutti dati da prendere con molta, molta cautela, specie quelli che non riguardano gli States, nonostante l'autorevolezza degli Istituti di ricerca coinvolti.
Ho fatto anche una ricerca per capire quali siano la metodologia utilizzata e i volumi dei campioni analizzati, se siano stati utilizzati panel o meno, ecc.; purtroppo non ho trovato informazioni al riguardo, tranne un disclaimer di Worldbank che non garantisce una eccessiva accuratezza su questi dati.
 
 

 

 
Trends realizzati con World Bank
 
A questo punto sono passato a smanettare un po' direttamente su Worldbank.org, dove le personalizzazioni erano più o meno le stesse di Google, scegliendo le "bubbles".
Nell'ordine abbiamo:
  • percentuale di utenti internet rispetto al numero complessivo di abitanti
  • percentuale di utenti internet rispetto alla percentuale di residenti nei centri urbani
  • percentuale di utenti mobili rispetto agli utenti internet
  • percentuale di utenti mobili rispetto al numero complessivo di abitanti
  • percentuale di utenti mobili rispetto alla percentuale di residenti nei centri urbani

Qui vediamo che Internet ha una penetrazione maggiore nei paesi occidentali, mentre in Cina e in India Internet è maggiormente diffuso al di fuori dei centri urbani.
La diffusione dei cellulari sul totale della popolazione è sostanzialmente simile, anche prendendo in considerazione i soli centri urbani.
 


 


 








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Quanti sono gli utenti di Twitter?

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My social network
  
Martedì 23 Febbraio 2010 07:37


 
E' ufficiale: Twitter vola alto!
Nel 2010 la media dei tweet giornalieri inviati da ogni parte del mondo ha raggiunto il ragguardevole livello di 50 milioni, praticamente la media di 600 tweets al secondo.
Nel 2007 gli accessi erano 5 mila al giorno, nel 2008 sono diventati 300 mila e nel 2009 erano arrivati a 2,5 milioni al giorno, con una crescita ad andamento esponenziale.
Questi sono dati ufficiali forniti dallo stesso team di Twitter, che precisa come siano stati ripuliti dai tweet identificati come spam.

Vediamo invece rilevazioni da parte di altre fonti: secondo Comscorenel mese di gennaio il dominio Twitter.com ha ricevuto ben 75 milioni di visite da tutto il mondo: accessi, badate, non tweets.
Dal canto suo, Compete stima in 23,5 milioni giornalieri gli accessi al sito Twitter.com nei soli States.
Sia le rilevazioni di Comscore che di Compete ovviamente non tengono conto degli accessi indiretti, cioé quelli che non avvengono tramite browser ma tramite altri client o tramite API.
Secondo Alexa questi numeri sono sufficienti a portare Twitter in dodicesima posizione tra i siti più visitati nel mondo; ci dice anche che la nazione dove si twitta di più è, a sorpresa, il Sudafrica.

C'è una frase del team di Twitter che mi lascia perplesso: " tweets must be delivered to multiple followers".
Questo significa forse che ogni tweet viene ridondato per ogni follower (mi spaventa l'impatto sui volumi dei dati)? O forse più semplicemente che viene distribuito a ogni follower creando altrettanti link?
Il team di Twitter dice che ritornerà prossimamente sull'argomento fornendo statistiche anche su questi ulteriori dati.
 
 


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Coincidenze

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My digital technology
  
Domenica 21 Febbraio 2010 11:07


Ieri Friendfeed non è stato accessibile per un'oretta circa, a causa di un problema elettrico ai loro server.
Contemporaneamente, la Federal Energy Regulatory Commission ha concesso a Google Energy, una controllata di Google, il diritto di rivendere tutta l'energia extra che viene generata dai suoi centri, proprio come una utility.
Non solo: a fronte dell'acquisto massiccio di energia per alimentare i propri server, Google potrà spuntare condizioni di acquisto più vantaggiose.
Per la serie, chi poco e chi troppo.
 


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Google Docs aggiunge il copia e incolla

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My digital technology
  
Mercoledì 17 Febbraio 2010 22:49

Da oggi Google Docs estende la comoda funzione di copia e incolla da menu anche ai fogli di calcolo e alle presentazioni (sui documenti di testo era già presente), mentre a breve arriveranno altre novità.
Tra i vantaggi di questa possibilità abbiamo per esempio quello di potere copiare contenuti tra le varie tipologie di documenti, aumentandone l'integrazione.
Un altro vantaggio è quello di avere questi dati disponibili attraverso browser diversi (Mozilla, Chrome, ecc.) e anche attraverso sessioni diverse.
Questo è possibile perché, a differenza di un tradizionale pacchetto office installato sul computer, Google Docs salva i contenuti sulla cloud anziché in un'area di memoria.
Ovviamente i soliti comandi CTRL+C e CTRL-V da tastiera del pc rimangono.
Altre informazioni potete trovarle qui.

 






 


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Facebook ricomincia da Zero

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My digital technology
  
Mercoledì 17 Febbraio 2010 14:43

Facebook ZeroAl Mobile World Congress 2010 Facebook ha anticipato le caratteristiche di un servizio chiamato Facebook Zero e che verrà rilasciato ufficialmente nelle prossime settimane.

Si tratta di un servizio ottimizzato per mobile, con i contenuti prevalentemente testuali di default, ma con la possibilità di saltare in qualsiasi momento della navigazione alla versione con contenuti multimediali.
Quest'ultima pare che potrebbe essere parte di un eventuale pacchetto premium, ma sul quale sinceramente nutro alcuni dubbi sulla effettiva attuabilità, anche perché significherebbe che anche la versione mobile "normale" di Facebook diventerebbe accessibile solo a pagamento.

Praticamente è un ulteriore "alleggerimento" della attuale versione mobile, cioè una mossa simile a quella che Facebook fece già lo scorso settembre quando alla classica versione web desktop affiancò Facebook Lite.
L'obiettivo è quello di avvicinare gli utenti mobili con connessioni lente o cellulari non di ultima generazione. 

 


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