Torna Napster con la musica senza DRM |
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| Mercoledì 21 Maggio 2008 14:53 | ||||
![]() Commento all'articolo Napster diventa il più grande negozio online di Mp3 senza Drm pubblicato su Zeusnews il 20 maggio 2008.
Gli aspetti da considerare per il successo di una piattaforma per il download di brani musicali digitali sono tanti: DRM si o no, qualità dei brani, portabilità dei brani, a pagamento (a quantità oppure con abbonamento flat) o gratuito (ricavi generati da video pubblicitari). Probabilmente c’è spazio per tutte le interpretazioni, anche perché le combinazioni delle varie offerte si rivolgono a utenti differenti. Anche secondo me chi acquista un brano su iTunes è perché intende riprodurlo su iTunes e sull'Pod, quindi concordo con chi non prevede un travaso dei clienti tra iTunes e Napster. Per fare un paragone tra l’offerta di Napster e quella di iTunes, quest’ultima offre musica masterizzabile su un numero illimitato di CD per uso personale, riproducibile su un numero illimitato di iPod e su un massimo di 5 computer autorizzati. In alternativa ci sono i brani iTunes Plus con codifica AAC a 256kbps (anziché 128 Kbps) e senza DRM, riproducibili su qualsiasi dispositivo e per un numero illimitato di computer. Occorre tenere presente che, in termini di qualità di ascolto, un brano in formato MP3 campionato a 256 Kbps è paragonabile allo stesso in formato AAC con un bitrate di 192 Kbps. In entrambi i casi il costo di ogni singolo brano è di 0.99 euro. Mi sarei aspettato, anche viste le sue origini, che Napster avesse proposto un modello di business sulla falsariga di Downlovers.it, quindi basato sugli introiti pubblicitari, che al momento in Italia (nazione dove storicamente il fenomeno della pirateria musicale è diffuso) pare funzionare bene. Vedo anche che l’offerta iniziale di Napster non prevede la distribuzione di brani DRM-free con sovrapprezzo. Il 15 maggio ero in conferenza al forum "TV Digitali '08" con Riccardo Usuelli (Direttore Generale di Downlovers.it), che illustrava i numeri della sua azienda a pochi mesi dal lancio del servizio. Su Downlovers l’80% dei brani disponibili (su un catalogo di 60 mila) è dotato di DRM ed è campionato a 192 Kbps (il minimo accettabile da un orecchio fino, IMHO). In Italia però fino ad ora gli utenti hanno dimostrato di non apprezzare la versione DRM-free. Non solo: visti i primi risultati, in futuro il business di Downlovers.it si estenderà anche ad altri contenuti, tipo video, software, ebook e altro (questa è una chicca Attualmente hanno circa 200 mila iscritti, che aumentano di mille unità giornaliere. Il loro target non è giovanissimo, cioè entra nel range 18-35 anni, in quanto i più giovani preferiscono ancora scaricare illegalmente col P2P. Amazon invece ha scelto una politica più aggressiva, proponendo brani senza DRM ad un costo compreso tra 0,89-0,99$ e su formati diversi.
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