Internet cambia l'indirizzo

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Giovedì 29 Maggio 2008 00:00

Come molti di voi sapranno già, gli indirizzi IP sono quelle sequenze di numeri (4 gruppi di 3 cifre) che identificano univocamente un indirizzo Internet, sia client che server.
Non tutti però sono al corrente del fatto che quelli ancora disponibili (perché non ancora utilizzati da nessuno) sono in via di esaurimento.
La forte domanda di nuovi indirizzi è una diretta conseguenza sia delle nuove tecnologie che hanno moltiplicato i punti di accesso alla rete (in particolare quelli mobili) sia della informatizzazione dei paesi emergenti (Cina e India su tutti).
Per far fronte a ciò, dal 2004 è stato reso disponibile il nuovo protocollo IPv6, capace di gestire 3,4 × 1038 indirizzi (16 miliardi), mentre il precedente IPv4 ne gestiva soltanto fino a circa 4 miliardi.

Attualmente però sono ancora poche le aziende che hanno implementato il nuovo protocollo, in quanto ciò significa rivedere i vari firewall e web server aziendali, con evidenti ripercussioni sui costi di gestione, tanto più che non esiste a tutt'oggi l'obbligo di passare al nuovo protocollo.
Le richieste di indirizzi IPv6 arrivano prevalentemente da parte dei paesi asiatici, cioè quelli più carenti.
Tanto per dare un'idea, alla Cina sono stati allocati solo 9 milioni di indirizzi IPv4 contro i 17 milioni della universita' di  Stanford ed i 33 milioni di IBM.
Al ritmo attuale di richieste di indirizzi, le numerazioni potrebbero terminare in pochi anni, scatenando magari l'incetta degli ultimi indirizzi disponibili.

Se si considera anche che molti dispositivi mobili non sono al momento ancora in tecnologia IP, ma che lo saranno presto, è naturale iniziare ad affrontare il problema dello schema di indirizzamento direttamente in IPv6.
In Italia si stima che siano presenti 25 milioni di pc e oltre 50 milioni di dispositivi mobili, molti dei quali potrebbero richiedere a breve un indirizzo IP.

Tra i vantaggi dell'adozione di un indirizzo IPv6 c'è quello di poter avere diversi apparecchi (pc, palmari, ecc) con lo stesso indirizzo IP e di poter sincronizzare i dati su tutti questi.
In pratica si passa dal concetto di condivisione tramite trasferimento a quello di condivisione in real-time, senza transitare da un web server.

La Commissione Europea ha organizzato per il 30 maggio a Bruxelles l'"European IPv6 Congress" per discutere delle strategie da adottare per accelerare il passaggio al protocollo IPv6 in Europa.

link: European IPv6 Congress
 
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