| Motivi per non seguire Luca Bizzarri su FriendFeed |
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| Martedì 10 Novembre 2009 07:30 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Questo post vuole essere un'analisi tecnica sulla gestione dei flussi e sulla pubblicazione di contenuti in FriendFeed, relativamente al meme #cartellobizzarro lanciato oggi su questo social network.
Si tratta di un meme originatosi spontaneamente quando una star televisiva come il comico Luca Bizzarri (o chiunque usi l'account riportante il suo nome, comunque legato all'account Facebook ufficiale di Luca), recentemente iscrittosi a FriendFeed, ha pubblicato una sua foto dove sorregge un cartello su cui è riportata una frase.
Non entro nel merito della frase e delle motivazioni che hanno portato Luca Bizzarri a esporsi in questo modo su un social network ostico, abitato e animato da geek particolarmente esigenti, che in passato ha respinto Pierferdinando Casini (o meglio, una sua collaboratrice che ne usava l'account).
Fatto sta che la foto è stata presa come canovaccio per realizzare foto e cartelli fantasiosi, con una creatività inaudita e con centinaia di persone che a raffica hanno pubblicato la propria personalissima interpretazione oppure hanno commentato i thread degli altri.
Molti di questi account hanno una bassa attività su FriendFeed e pochissimi iscritti: il meme fiume di #cartellobizzarro ha fatto emergere questa parte sommersa di iscritti, una nicchia nella nicchia di geek di FriendFeed.
Il fattore abilitante, generalmente fondamentale per la riuscita di una qualsiasi attività virale, è stata la notorietà di Luca Bizzarri come personaggio televisivo e di spettacolo.
In questo caso però non si è trattato assolutamente di iniziativa virale ma spontanea; certo che se Bizzarri, consigliato da non so chi (ma non credo), ha volutamente esposto un cartello ben sapendo che è quanto di meglio per fomentare un meme (unitamente al fattore abilitante di cui sopra), sono pronto a fargli i miei più sinceri complimenti perché in questo caso ha saputo interpretare come meglio non si poteva la comunicazione su questo social network.
Essendo scettico su questo aspetto, visto che molte persone che utilizzano FriendFeed da parecchio tempo ancora devono comprenderlo appieno, sono propenso per il fattore casualità.
Veniamo ora al dunque: le analisi quantitative sull'account di Luca Bizzarri.
In 11 ore l'account registrato a suo nome è passato da 418 sottoscrittori a 988.
I commenti sono passati da 85 a 126, quindi con 41 commenti è riuscito a scatenare il finimondo, facendo parlare anche blog e portali giornalistici tradizionali; apparentemente poteva sembrare assente dalle conversazioni perché i commenti e i thread su questo meme erano veramente un'enormità, mentre invece ha interagito parecchio, dal momento che 41 commenti in poche ore sono tanti anche per un grafomane come me.
Analisi quantitative sul resto degli iscritti.
Con tre soli thread ed altrettante semplicissime frasi, Luca Bizzarri ha raccolto rispettivamente 221 commenti e 159 like, 107 commenti e 7 like, 36 commenti e 47 like.
Altri thread di successo sullo stesso filone sono quelli di Vincio (60 commenti e 94 like), di Bak (53 commenti e 8 like), di Bastet (15 commenti e 42 like), dell'ufficio dell'abominio (36 commenti e 57 like) e di Lafra (28 commenti e 81 like).
Analisi qualitative dei flussi.
Come era prevedibile, questo meme ha monopolizzato per ore l'home page della maggior parte degli iscritti italiani; ricordo a chi non è pratico di FriendFeed che ogni commento o like lasciato su un thread riporta lo stesso in cima al flusso.
Comprensibilmente non poche persone, inizialmente divertite da questa iniziativa, si sono sentite infastidite da questa intrusione nella normalità dei loro flussi, ora profondamente alterati.
Facendo un esempio pratico, thread molto interessanti (e seri) come quelli sul ventennale della caduta del muro di Berlino oppure quella di Terre Des Hommes in favore dei bambini vittime di violenze sono risultati quasi invisibili ai più.
Qualcuno ha anche pubblicato altri thread in cui ha manifestato il proprio fastidio e l'intenzione di fare massiccio utilizzo della funzione di hide, invitando contestualmente gli altri a contenersi, proprio come se avessero di fronte il più fastidioso dei banner.
Possiamo quindi dire che la comunicazione dell'account di Bizzarri è riuscita oltre ogni più rosea aspettativa, mentre quella tra i restanti iscritti è stata gestita male e ha causato problemi.
Perché dico questo?
Perché molti hanno scambiato FriendFeed per Facebook (che, pur essendone il proprietario, al momento funziona con logiche molto differenti), sia tra i (tanti) neofiti che tra i veterani (non me ne vogliano).
A un certo punto ho temuto che qualcuno aprisse un gruppo dal nome facebookiano "Quelli ke fanno il kartello su Bizzarri" (pericolo fortunatamente scongiurato).
Dirò di più: avere sottoscritto in massa l'account di Luca Bizzarri è tecnicamente molto discutibile e io credo di essere uno dei pochi a non averlo fatto.
Questa mia affermazione nasce dalla convinzione che sia poco influente per migliorare la visibilità sui contenuti di Bizzarri ma addirittura controproducente per la nostra visibilità (e per quella di tutti i nostri sottoscrittori) sugli altri contenuti.
Facciamo un altro esempio.
I tre thread di Bizzarri io me li sono visti passare sotto il naso per tutto il giorno, pur non avendolo sottoscritto: infatti, grazie ai suoi quasi mille sottoscrittori, tra i quali c'erano probabilmente i miei 433, c'era sempre qualcuno che me lo rendeva visibile, volente o nolente.
Per un caso limite come quello di Bizzarri, molto probabilmente sarebbe inutile sottoscriverlo per la stragrande maggioranza degli iscritti a FriendFeed (ricordo che in questo social network esiste anche il concetto di visibilità estesa ai FOAF, friends-of-a-friend)
Ne bastano una decina, forse venti, ma anche no.
Per contro, se io avessi sottoscritto Bizzarri, avrei tediato oltremisura i miei 433 sottoscrittori (e forse a quest'ora me ne rimarrebbero solo 33 irriducibili): sarebbe bastato un solo commento oppure un solo like su uno di questi thread per renderlo visibile a loro.
E' anche vero che, se non lo visualizzavano a causa mia, lo avrebbero visualizzato per le interazioni degli altri, quindi avrei potuto fregarmene e mettermi a commentare allegramente anch'io (per quanto 30-40 esposizioni in più avrebbero potuto causare le convulsioni a qualcuno).
Invece ho scelto di non lasciare nessun commento e nessun like, oltre a non sottoscriverlo.
Se molte altre persone avessero agito allo stesso modo, ci sarebbe stata la giusta visibilità per il meme (e non parlo quindi solo dell'account di Bizzarri) ma anche spazio per le altre conversazioni.
Niente di personale contro il buon (e divertente) Luca, ma è solo una considerazione tecnica come quelle di certi coach che talvolta devono prendere delle decisioni a malincuore per il bene della squadra.
La squadra in questo caso è costituita dal patrimonio conoscitivo collettivo e dal flusso informativo che lo veicola.
A rafforzare la mia posizione, c'è il fatto che il motore di ricerca interno a FriendFeed è probabilmente quanto di meglio possa offrire oggi un social network, consentendo di includere/escludere per parole chiave, di filtrare per numero di commenti o like, per utenti/gruppi, per servizio che ha pubblicato, utilizzando anche condizioni miste grazie agli operatori booleani.
Ok, per me che mi occupo (tra le altre cose) di business intelligence non è che sia una cosa sconvolgente, ma è comunque ottima per le esigenze comuni della piattaforma e, con un po' di manualità, usabile dalla maggior parte degli iscritti (che comunque solitamente possiedono anche un background tecnico).
Utilizzando questi filtri per nascondere i thread fastidiosi (identificabili facilmente dall'hashtag #cartellobizzarro, tecnica di etichettatura di ogni buon blogger) o per recuperarli i un secondo tempo era possibile evitare di passare la giornata a cliccare su "hide" per ogni thread, ma evidentemente molti non ci hanno pensato oppure ignoravano questa possibilità.
Come accennavo sopra, è possibile trovare traccia di questo meme anche al di fuori di FriendFeed: basta fare una ricerca su Twitter oppure su Google Blog Search per rendersene conto. A parte questa mia fredda analisi, giusto per non passare per insensibile, aggiungo che all'inizio mi sono divertito pure io, che anche io ho realizzato un cartello e che qualche like (centellinato) l'ho lasciato, ma solo sui thread di qualche amico e nemmeno su tutti quelli che mi piacevano, per gli stessi motivi sopra esposti.
Sono curioso di sentire la vostra opinione in merito a tutte le considerazioni che ho fatto. Non voglio invece entrare nel merito, come alcuni sostengono, delle polemiche sull'appeal che alcuni personaggi noti provenienti dai media tradizionali riscuotono anche sui social media, magari scrivendo cose (ma forse non è questo il caso) che pubblicate da qualcun altro ci farebbero solo sbadigliare.
[ EDIT 10 nov h. 9.55 ] Mi fanno notare sulla discussione originatasi su FriendFeed a fronte di questo feed che è presuntuoso da parte mia propormi come coach. Ci tengo quindi a specificare che è riferito a ciascuno di noi per la parte che gli compete all'interno di una rete di relazioni, in modo da trovare un giusto equilibrio tra la soglia di attenzione e il rumore. Questo che ho descritto è il metodo che utilizzo io per la gestione dei flussi e degli overload; mi piacerebbe conoscere anche i vostri metodi e confrontare vedute differenti [ /EDIT ] ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() crediti per le foto, nell'ordine, a: Ezekiel, Bevero, EmaWebDesign, Ufficio dell'abominio, Hermansji, Lafra
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