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Ok, il prezzo è quasi giusto sugli eMagazine

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Stavo osservando un paio di cose su Zinio.

La prima è che anche sui magazine digitali quella dello sconto selvaggio è pratica diffusa, alla stessa stregua delle versioni cartacee. Su queste ultime però gli sconti (e gli oggetti omaggi) servono a mantenere alte le tirature (alzando le quote ADS) e mantenere basso il numero di resi. Sulle uscite digitali evidentemente i motivi sono altri, tipo magari che a prezzo pieno non vendono.

Troppo alto il prezzo? Poco allettante il contenuto? Entrambi? Psicologia del “fattore sconto”?

Un abbonamento annuale digitale a Jack, per esempio, grazie a queste offerte si mantiene al 60% del costo dell’abbonamento cartaceo.

Rispetto al costo complessivo delle uscite singole, il risparmio per chi acquista varia dal 20% al 50% circa, comunque molto meno degli sconti applicati di solito sulla carta. Un’altra cosa che ho notato è che sul catalogo USA le offerte sono più allettanti, ma di parecchio.

Maxim, una testata presente in 80 nazioni con 30 edizioni, su Zinio te la tirano dietro con l’86% di sconto (nella versione USA), visto che da 72$ passa a 10$! Io, che pure non sono un amante della carta, ho provato a sfogliarla sul video del pc e non ho trovato lo stesso feeling che ho quando sfoglio una rivista patinata (senza far nomi, diciamo una qualsiasi) perché l’interfaccia mi ha trasmesso poche sensazioni positive.

Molto diverse sono le sensazioni che provo invece nello sfogliare Zinio su iPad: colori più vivi, definizione alta e gestualità nello sfogliare i contenuti sono le caratteristiche che mi hanno coinvolto positivamente.

Ecco, diciamo che dieci dollari per dodici numeri mi sembrano un prezzo più equo dei 72$ del prezzo pieno, per quelli che sono i miei metri di misura.

Va detta anche un’altra cosa, cioè che un Maxim di giugno 2010 lo si può trovare in rete facilmente grazie a Google e scaricare gratuitamente, per esempio da Hotfile (175 pagine in un file PDF di 48 Mb).

Ovviamente un’app sull’iPad è tutta un’altra cosa, però il PDF non si paga e se l’abbonamento (o la copia singola) digitale costa troppo una persona si fa tentare dai canali non ufficiali.

Concludo con un’ultima considerazione: mi sembra che anche sui media digitali i grandi editori stiano portando avanti i loro prodotti attraverso le vecchie logiche di marketing e questo non è un segnale positivo.

La leva del prezzo deve sempre essere utilizzata con le pinze per evitare di fare troppi danni.

E’ a dir poco curioso che vengano applicati gli stessi parametri, le stesse proporzioni e le stesse politiche commerciali al digitale e al cartaceo.

Davvero non si può fare qualcosa di diverso?

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Amazon social ma non troppo, con Facebook Connect

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Amazon ha aggiunto alcune funzionalità che suggeriscono gli acquisti da effettuare sullo store sulla base dei profili di Facebook.
Il servizio, ancora in beta pubblica, così come è attualmente non mi sembra né carne né pesce e mi lascia abbastanza dubbioso: non mi è utile come potrebbe e non mi convince sulla gestione della privacy.
Vediamo di conoscerlo.

Come si attiva il servizio?

Ci autentichiamo su Amazon con il nostro account (se non ce l’abbiamo, possiamo crearlo ora) e andiamo sul nostro store.

Sulla destra c’è un riquadro dal quale è possibile attivare la connessione con Facebook Connect.

Così facendo, la piattaforma acquisirà i dati Facebook del profilo nostro e dei nostri amici.

Quali sono questi dati?
Sono le informazioni di base e le informazioni del profilo (Preferenze, Musica, TV, Film, Libri, Citazioni, Attività, Interessi e Data di nascita).
Che servizi offre Amazon sulla base di questi dati?
  • visualizza le raccomandazioni su film, musica e libri sulla base delle preferenze che abbiamo espresso su Facebook.
  • Visualizza i compleanni degli amici di Facebook.
  • Visualizza le liste dei desideri degli amici di Facebook.
  • Visualizza gli acquisti da suggerire ai nostri amici in base al loro profilo Facebook.
  • Visualizza quali amici di Facebook hanno interessi simili ai nostri su Amazon.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei dati acquisiti tramite Facebook Connect, Amazon evidenzia che:
  • non condividerà con Facebook né i dati del tuo account Amazon né la storia dei tuoi acquisti.
  • non contatterà i tuoi amici di Facebook.
Nonostante questo, sono un po’ perplesso al pensiero che con un click posso fornire ad Amazon tutte queste informazioni dei miei amici: parlo di persone che mi hanno concesso la fiducia e che magari non attivano la connessione di Facebook con servizi come Amazon appunto per mantenere un certo grado di riservatezza.

Attualmente nelle impostazioni del nostro account Amazon possiamo stabilire quale grado di visibilità devono avere tutte le attività che compiamo sulla loro piattaforma, vale a dire recensioni, acquisti, lista dei desideri, elementi favoriti.

Non c’è altrettanta chiarezza sulle informazioni acquisite attraverso Facebook Connect.

Un primo dubbio che mi è venuto è stato chiarito grazie a un test di Mashable, secondo il quale i suggerimenti di Amazon tengono conto (giustamente) delle impostazioni di privacy che abbiamo impostato all’interno di Facebook, cioè del nostro grafico sociale.

Altra cosa: attualmente Amazon mostra solo a me i suggerimenti basati sui profili dei miei amici, ma un domani? Amazon dice che non ripasserà informazioni indietro a Facebook, ma non dice quale visibilità potranno avere in futuro questi dati all’interno della loro piattaforma o verso soggetti diversi da Facebook (gli advertisers, per esempio, sono già presenti su Amazon).
Facciamo il caso, per assurdo, che domani Amazon decida di incorporare un vero e proprio social network: come utilizzerà queste informazioni? Chi le vedrà?
Io non credo che sia questa la strada che seguirà Amazon, che probabilmente preferisce mantenere il focus della piattaforma sui contenuti e non spostarlo troppo sulle persone; vale a dire che, nonostante Amazon abbia rivendicato e brevettato la paternità dei social network, per il momento forse non vedremo grosse novità.

A parte le considerazioni sulla privacy, che magari non ci riguardano direttamente ma che è doveroso fare, devo dire che anche l’utilità è limitata.
Per esempio, la sezione degli acquisti più diffusi tra i miei amici nel mio caso segnala (giustamente) dischi e libri popolari e non recentissimi; mi sarebbe invece più utile sapere quali sono stati gli acquisti più recenti su Amazon dei miei amici di Facebook.
Ecco perché dico che il servizio non mi sembra né carne né pesce: vedere gli acquisti degli amici comporterebbe una ridefinizione del concetto di privacy.

I testi che mi vengono suggeriti non sono in lingua italiana: d’altronde, si sa che Amazon è prevalentemente anglofona, francofona, sassofona e iberica.

Mi piacerebbe aggiungere anche su Amazon come amici le persone che con cui sono già in contatto su Facebook, sia tutti insieme che selettivamente, ma purtroppo non posso; per farlo dovrei invitarli via email singolarmente o collettivamente, indicando a manina uno per uno gli indirizzi di posta, che però potrei non conoscere.

Trovo che l’interfaccia di Amazon sia poco intuitiva e più adatta a un sito di ecommerce che a uno di social networking: alcune funzioni mancano del tutto, altre sono difficili da trovare, altre ancora sono visibili ma hanno nomi fuorvianti.

Per ora non mi convince: vedremo più avanti.
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