Close

Not a member yet? Register now and get started.

lock and key

Sign in to your account.

Account Login

Forgot your password?

Vaffanculo a chi?

03 Dic Posted by in Uncategorized | 4 comments

E’ inutile parlare di rispetto per le donne se poi succedono cose come quella di cui sono stato testimone questa mattina.

https://twitter.com/postoditacco/status/407768165662224384

atm-mi-37

E’ inutile riempirci la bocca di belle parole e la mente di buoni propositi, forse anche per un giorno o due all’anno.

Non voglio fare paragoni con situazioni certamente drammatiche che molte donne vivono quotidianamente, in ogni angolo del mondo, però è dalle “piccole cose” che si comincia e che si vede la civiltà di un popolo.

La scena si è svolta così: l’autista del bus 37 stava ripartendo quando una donna che doveva salire ha bussato – anche con insistenza – sulla porta per farsi aprire. La donna sembra che fosse già alla fermata al momento della ripartenza (io purtroppo voltavo le spalle e non posso confermare). Certamente sarebbe stata una forma di cortesia e di gentilezza nei suoi confronti aprirle le porte senza aspettare che lei cercasse di attirare l’attenzione del conducente.

Di certo farla salire per poi alzarsi in piedi e apostrofarla come ho riportato sopra è stato un pessimo comportamento. Lo sarebbe stato comunque, ma ancor di più se da una parte c’è una persona con la divisa e dall’altra una donna.

Oggi c’ero io, un’altra volta ci potrebbe essere qualcuno che riprende con un video.  Ho scoperto, per esempio, che esiste l’account @AtmSenzaCensura che raccoglie e condivide  segnalazioni come questa.

Nel mio tweet non ci sono volti, ma è geolocalizzato e pubblicato praticamente in tempo reale quindi, volendo, è possibile risalire all’identità dell’autista (che quasi sicuramente negherà l’accaduto).

Il messaggio però che deve passare è che non deve esserci bisogno di cittadini che fotografano o riprendono con un video, ma occorre creare una coscienza collettiva. Non ci si deve comportare civilmente perché occhi e orecchie nell’epoca di Twitter, YouTube e degli smartphone sono ovunque, ma perché è giusto che sia così. Punto.

 

4 comments


Leave a comment