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Expo Milano 2015: una mascotte, un perché

16 Dic Posted by in Uncategorized | Comments

Sono perplesso per come si è arrivati alla scelta della mascotte di Expo 2015, realizzato dalla Walt Disney Company Italia. Poteva essere l’occasione per premiare uno dei tanti talenti italiani, ma Expo 2015 S.p.A. ha di fatto escluso questa possibilità accorpando i bandi e cercando un unico partner per sviluppo, promozione e commercializzazione di tutte le proprietà intellettuali legate all’evento.

Soltanto pochissimi soggetti possedevano i requisiti richiesti, come si può notare da questo estratto dell’avviso pubblico

“Expo 2015 S.p.A. lancia un avviso pubblico per la ricerca di un unico Partner per la realizzazione di una Intellectual Property attorno al brand Expo Milano 2015, che abbia il duplice obiettivo di promuovere l’evento stesso (comunicandone i temi e i valori ai visitatori target) e di monetizzarne la brand equity (attraverso la vendita di un’offerta articolata di prodotti).

Expo 2015 S.p.A. ricerca un Partner che sviluppi una Intellectual Property (personaggio e/o una famiglia di personaggi) che diventi la mascotte di Expo Milano 2015 e ne rappresenti, di conseguenza, il significato e i valori, a partire dal Tema (Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita) fino alla sua declinazione dal punto di vista socio-culturale (educazione alimentare, cultura, stili di vita) e scientifico-tecnologico (sicurezza e qualità alimentare, biodiversità, sostenibilità, innovazione nella filiera agroalimentare).

La società creatrice, oltre ad avere valori vicini a quelli dell’Esposizione Universale, dovrà essere un attore importante nel campo dell’entertainment con un brand riconosciuto dal potenziale visitatore in modo tale da poter ulteriormente valorizzare l’Intellectual Property facendo leva sulla notorietà del brand della stessa casa creatrice.”

anche se in apparenza l’apertura era molto più ampia

“Sono ammessi a partecipare: imprese singole, società cooperative, consorzi e Raggruppamenti Temporanei di Imprese ai sensi dell’art. 37 del Dlgs 163/2006 – che non incorrano nelle cause di esclusione di cui all’art. 38 del Dlgs 163/2006 e che abbiamo accettato il modello 231/2001 e il Codice Etico di Expo 2015.”

 

Il risultato è stato “una gara molto interessante, alla quale hanno partecipato importantissime aziende leader nel mondo dell’entertainment”.

Quale brand viene in mente se accostiamo i termini “entertainment”, “design”, “marketing” e “internazionale”? Una delle prime – se non la prima – è Disney, che difatti l’ha spuntata; questa scelta era stata effettuata in un momento in cui all’EXPO non avevano ancora aderito ufficialmente Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia, quindi era stata vista anche come traino per la partecipazione dei Paesi anglosassoni e per dare rapidamente visibilità mondiale all’Expo Milano 2015.

 

La mascotte

expo2015-mascotteE’ un volto sorridente composto da 11 alimenti diversi provenienti da tutto il mondo. Confrontandolo con i requisiti richiesti dal bando, sembra che molti di questi non siano soddisfatti dalla scelta finale, ma questa è un’opinione personale.

Infine, visto che la mascotte e i singoli alimenti sono ancora senza nome, ci sarà un’ulteriore concorso riservato ai bambini.

Sempre a proposito di bambini, tempo fa venne pubblicato un bando riservato alle scuole dei Comuni dell’area nord-ovest del milanese, che premiò alcune proposte grafiche sulla mascotte. Un modo come un altro per sprecare denaro pubblico e per creare confusione sul brand, visto che era già prevista una mascotte ufficiale.

 

Il giro d’affari

Secondo una ricerca Bocconi, l’EXPO creerà complessivamente un giro d’affari di 10 miliardi di Euro.

Durante i 6 mesi della manifestazione sono attesi 21 milioni di visitatori attesi (di cui circa il 30% stranieri); sono stati investiti 11,8 miliardi di Euro per le opere urbane, più altri 1,7 miliardi per il sito espositivo. Come ritorno per il territorio sono stati stimati benefici economici per oltre 34 miliardi di Euro.

Il personaggio ideato da Disney Italia per l’Expo 2015 sarà il primo ambasciatore nel mondo di questo evento grazie al merchandising. Dalla vendita dei prodotti associati alle mascotte, Disney Italia prevede di ricavare 150 milioni di Euro (fonte: Ansa), di cui 5-10 milioni andranno a Expo 2015 S.p.A., vale a dire una quota tra il 3,3% e il 6,7%.

Stime ottimistiche? Stime realistiche? Vedremo, però nel frattempo vale la pena osservare che tra i criteri quantitativi presi in considerazione dalla giuria che ha valutato il contenuto delle offerte pervenute, c’è anche

“Il valore del corrispettivo ad Expo 2015 S.p.A. (indicato in % sui ricavi del master licensee) per la licenza di master licensee della Mascotte, che non potrà essere inferiore al 50% delle royalty ricavate dal master licensee”.

Attualmente sono in attesa di una conferma da parte dell’Ansa, visto che la differenza tra gli importi è notevole. Di perché in questa storia ce n’è più di uno.

 

[UPDATE 3 gennaio 2014] Ansa non ha più risposto. Lo ha fatto invece Expo 2015 S.p.A., da me interpellata su Twitter. Finalmente ora è chiaro come si arriva agli importi indicati.

https://twitter.com/postoditacco/status/419031636475260928

https://twitter.com/Expo2015Milano/status/419167474563551232

 


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