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Attacco USA alla Siria: corsi e ricorsi storici

02 Set Posted by in Uncategorized | Comments

bombardamento-baghdad

I 24 bombardieri, alleggeriti del loro carico di distruzione, si rimettono in formazione e ritornano alla base. Dietro di loro, colonne di fumo salgono verso il cielo.

Questa era la scena che appariva nel febbraio del 2001 quando bombardieri statunitensi e britannici attaccarono alcune postazioni radar alla periferia di Baghdad. L’incursione sollevò le proteste della maggioranza dei paesi arabi e fu criticata anche da numerosi esponenti dei governi europei.

Bill Clinton, l’allora Presidente degli Stati Uniti, però non era nuovo a subire queste critiche.

Nell’agosto 1998, in pieno Sexgate, Clinton fece bombardare il Sudan con decine di missili Tomahawk in risposta all’attacco terroristico contro l’ambasciata americana. “Il principale bersaglio era un impianto farmaceutico che secondo gli USA era di proprietà di Osama Bin Laden e in realtà produceva armi chimiche. Secondo altre versioni, era proprio un impianto farmaceutico, e conteneva una buona metà delle scorte di medicinali dello stato africano. Si contarono decine di morti e feriti. Tutti civili. Molti governi protestarono. L’ONU avviò un’inchiesta, che gli Stati Uniti riuscirono a bloccare.

Nel corso del ’98 il Sexgate si allarga al caso Paula Jones e in agosto Clinton appare in televisione per ammettere le proprie menzogne. Qualche mese dopo il Congresso rende pubblico il Rapporto Starr.

A dicembre il clima per Bill Clinton si fa estremamente caldo: c’è attesa per la decisione del Congresso sull’impeachment per il Sexgate ma nei quattro giorni precedenti parte improvvisamente l’Operazione Desert Fox, una campagna di bombardamenti verso il territorio iracheno condotta tramite aerei statunitensi e inglesi. Questi bombardamenti continuano anche nei primi mesi del 1999 e si ripetono più tardi, appunto nel febbraio 2001. L’opinione pubblica è divisa; sale la tensione con la Russia e arrivano condanne da parte di membri NATO quali Francia e Germania.

Nel 1999 è la Serbia di Slobodan Milosevic a essere bombardata da forze NATO, durante la guerra del Kosovo; nel frattempo, circola la teoria che sia stata scatenata dagli Stati Uniti solo per coprire il Sexgate.

Facciamo ora un salto ai giorni nostri e alle intenzioni bellicose di Obama nei confronti del regime di Bashar al-Assad.

Arrivano proprio dopo due mesi in cui lo scandalo noto come Datagate ha tenuto banco, specie sui social media, senza alcun accenno a sgonfiarsi; al contrario, la sensazione è che debba succedere ancora qualcosa di clamoroso.

Se mettiamo a confronto questi due temi caldi, misurando le citazioni sui social media, scopriamo un forte calo di interesse per il Datagate a fronte di un enorme interesse scoppiato per un possibile attacco verso la Siria.

Nel caso qui sotto, vengono rilevate con Topsy le chiavi “syria” (linea arancione), “sna” e “snowden” durante tutto il mese di agosto; la crescita della prima è tale da rendere poco apprezzabile a colpo d’occhio la decrescita delle altre due.

Come a dire, la distruzione come distrazione.

siria-sna-snowden

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