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La marijuana nel mondo, dati sorprendenti

03 Ago Posted by in Uncategorized | Comments

marijuana

L’Italia è prima nazione al mondo per consumo pro capite di marijuana: la fonte dei dati è l’Ufficio Drugs & Crime dell’O.N.U. e il Guardian ne ha approfittato per realizzare delle interessanti infografiche interattive.

Prendendo in esame la popolazione di età 15-64 anni, in Italia risulta che ne faccia uso il 14,6% (sono il 9.86% in Giamaica e il 7% in Olanda, giusto per dare un riferimento).

Il prezzo al grammo in Malesia è sconsideratamente più alto che nel resto del mondo (712,8$ contro i 15,6$ della Svezia e gli 11,6$ dell’Italia, in 25esima posizione). Sorprende come la Grecia spicchi tra i primissimi posti per il costo al grammo, di questi tempi (ma è solo al 75esimo come consumo).

La Norvegia è invece la patria dei narcotrafficanti (l’avreste mai detto?): 383,9 persone ogni 100 mila abitanti, che scendono a 166,8 in Thailandia, 40,3 in Italia (in 20esima posizione), 36,8 in Marocco. E’ da sottolineare però che quest’ultima classifica è falsata dal fatto che il dato per molte nazioni (tra cui Colombia e Afghanistan) non è disponibile.

cannabis-cost-worldwide

 

Ancora qualche curiosità, stavolta di carattere storico:

Negli anni trenta ci fu un rinnovato interesse per gli usi industriali della canapa: vennero studiati nuovi materiali ad alto contenuto di fibra, materie plastiche, cellulosa e carta di canapa. Con l’olio si producevano già in grande quantità vernici e carburante per auto. In quegli anni la Ford costruì un prototipo di automobile dalla carrozzeria resa più leggera perché parzialmente realizzata in fibra di canapa. Inoltre il motore funzionava a etanolo di canapa. Negli anni trenta la tecnologia eco-sostenibile della canapa appariva quindi in grado di fornire materie prime a numerosi settori dell’industria.

Diversi interessi si contrapposero però  all’uso industriale ed ecosostenibile della canapa. In particolare, la carta di giornale della catena editoriale Hearst (dove lavoro, ndr) era fabbricata a partire dal legno degli alberi con processi che richiedevano grandi quantità di solventi chimici a base di petrolio, forniti dalla industria chimica Du Pont. Du Pont ed Hearst realizzarono così per anni campagne di stampa congiunte contro la cannabis, additata come causa di delitti efferati riportati dalla cronaca del tempo.

In queste campagne venne utilizzato per la prima volta il nome messicano “marijuana“, probabilmente per mettere la canapa in cattiva luce dato che il Messico aveva appena combattuto una guerra di confine contro gli USA.

L’opinione pubblica non fu adeguatamente informata del fatto che il farmaco dalle proprietà rilassanti chiamato “cannabis” corrispondesse alla “marijuana”. Nel 1937 venne quindi approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, incluso a scopo industriale o medicamentale. Da allora negli USA e nel resto del mondo sono state arrestate centinaia di migliaia di persone per reati connessi al consumo, alla coltivazione o alla cessione di canapa. Un effetto del proibizionismo è stato quello di ridurne l’uso medico e industriale. (fonte Wikipedia)

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