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Quella strana storia sui fondi per la banda larga

25 Giu Posted by in Uncategorized | Comments

Leggendo i proclami del Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera, che fanno riferimento a uno stanziamento di 700 milioni di fondi europei contro il digital divide, non posso che rimanere perplesso.

Come riporta Di Meo su TechEconomy, l’investimento non potrà risolvere del tutto il problema del digital divide nel Paese, che coinvolge il 5% degli abitanti. In particolare, al Nord non esistono fondi dedicati (e posso quindi immaginare la situazione nel resto d’Italia), i privati non investono e non ci sono i fondi europei.

Per pura coincidenza, il giorno prima mi trovavo in una delle località più piccole e sperdute d’Italia,  lassù nel profondo Nord dove le strade finiscono, ad alcune migliaia di metri sopra il livello del mare, con i suoi 360 abitanti dimenticati da Dio, dalla telefonia fissa e mobile, dai ripetitori televisivi e dai principali servizi che una società civile dovrebbe offrire, in cambio delle tasse che (giustamente) essa pretende.

Passeggiando, la mia attenzione cade sul portoncino della nuova piccola centrale Telecom di zona.

Mi avvicino e leggo il cartello affisso.

Caro Ministro Passera, com’era la storia delle risorse? Ci sono o non ci sono? Siamo sicuri che tutti noi cittadini italiani non ci si debba sentire presi in giro – ma giusto un tantino, eh – oppure c’è qualcos’altro che dovremmo sapere?

Ammesso di aver già esaurito i fondi precedenti, non possiamo ignorare che ci stiamo avvicinando a una scadenza importante: l’Expo del 2015, la manifestazione che tentiamo di promuovere nel resto del mondo.  L’Italia oggi è il fanalino di coda del mondo occidentale per le connessioni superiori a 5 Mbps e rischiamo di fare una figuraccia epocale nei confronti del resto del mondo. D’altro canto, per il rilancio dell’economia di un Paese dove il 99,9% delle imprese sono PMI (il 95% quelle con meno di 10 dipendenti) il cui business sarà sempre più dipendente dall’export (soprattutto nei Paesi emergenti), un Paese dove molti cittadini necessitano ancora di alfabetizzazione digitale, è vitale che l’accesso alla rete sia il più possibile distribuito sul territorio.

Lo sa invece che ci sono intere aree digital divise (e parlo di  centinaia di famiglie) a soli 7 km dalla location? Qual è il piano di distribuzione della banda larga e delle risorse, Ministro Passera?

 


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