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Lo scoop è morto

29 Giu Posted by in Uncategorized | 4 comments

Mi ha colpito il pezzo dove Jeff Jarvis invita il mondo del giornalismo a riflettere sul senso che può ancora avere oggi la ricerca frenetica delle breaking news, in una competizione che richiede risorse non indifferenti, dove si parte quasi sempre perdenti e dove – al contrario – le probabilità di fare figuracce aumentano esponenzialmente.

Questo è uno dei passaggi principali.

“La vera lezione è che lo scoop è ed è sempre stato un pericoloso atto di narcisismo giornalistico.

Importa davvero dare presto la stessa informazione data da altri – anche dal mondo di Internet – ma un secondo prima? Oppure è peggio se queste informazioni si rivelano affrettate e stupide?

Sono stati ancora sedotti dallo scoop, che non ha valore per i media che operano alla velocità del link.

I giornalisti devono pensare a come aggiungere valore alle informazioni nel migliore dei modi, non a come replicarle più rapidamente.

Spiegare la storia è un valore aggiunto.

Riportarla in modo errato toglie valore e credibilità.”

Qui invece l’articolo completo.

 

4 comments

  • Marco Dal Pozzo ha detto:

    Il problema, secondo me, caro Roberto, e’ che il problema del Giornalismo e’ che lo scoop e’ ancora troppo vivo 😉

    • roberto ha detto:

      Credo che, in realtà, siano due le riflessioni da fare.

      La prima è quella suggerita da Jeff, cioè sull’invito rivolto al giornalismo professionale a prendere atto dell’impossibilità di vincere una lotta impari per concentrarsi invece su quelli che dovrebbero essere i suoi punti di forza: il fact-checking, il data journalism, la content curation, l’autorevolezza, ecc.

      La seconda riguarda invece il significato stesso di scoop.
      Ha ancora senso oggi associarlo a una notizia giornalistica professionale, elaborata, confezionata, oppure può essere inteso come tutto ciò che è sensazionale, di interesse su ampissima scala, indipendente dal medium?
      Quale è l’unità minima dello scoop? Un singolo tweet, con la foto di Bin Laden o Gheddafi morto (o ancora vivo), può essere considerato scoop?

      Io penso di si, così come mi pare di capire che lo stesso valga anche per te, Marco.
      Partendo da questo punto di vista, il titolo più calzante sarebbe stato in effetti “The professional journalistic scoop is dead”.

  • Marco Dal Pozzo ha detto:

    In effetti Roberto, mi pare di essere d’accordo con te.
    L’argomento e’ da approfondire un attimo associando al “concetto” di scoop quello di “real time”.
    Per ignoranza ti confesso di mettere le due cose insieme ma, probabilmente, commetto un errore.
    Quel che e’ per me certo e’ che il “real time” e’, per sua stessa definizione, antigiornalistico.

  • […] Lo scoop è ed è sempre stato un pericoloso atto di narcisismo giornalistico. Lo scoop è morto. […]


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