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L’altro tabù dei Pulitzer

18 Apr Posted by in Uncategorized | Comments

L’edizione 2012 del Premio Pulitzer verrà ricordata nella storia come quella in cui per la prima volta il riconoscimento è andato a giornalisti dei media digitali.

Crollato questo tabù, ne resta un altro da infrangere: proseguendo su questa strada, la prossima edizione potrebbe essere quella buona per assegnare il Premio Pulitzer a un blogger non-giornalista.

Anna Frank, progenitrice di tutti i blogger, lo avrebbe meritato.

Ebrea proprio come Joseph Pulitzer, che da immigrato squattrinato diventò giornalista ed editore di successo, sognava di vedere pubblicato un giorno il contenuto di quel quadernino bianco e rosso. Non fece in tempo a vederlo, mentre il suo celebre diario vinse il Pulitzer solo nella versione teatrale del 1956.

Forse anche Joseph lo avrebbe desiderato, chissà.

Dei media digitali sono stati premiati David Wood di Huffington Post per i suoi reportage da Iraq e Afghanistan e il vignettista Matt Wuerker di Politico.com, mentre nelle categorie editoriale e narrativa la giuria non è riuscita a stabilire un vincitore (qui l’elenco completo). Da sottolineare anche il riconoscimento per la categoria Breaking News a Tuscaloosa News, che ha saputo usare in modo esemplare un mix di media digitali e tradizionali per coprire in tempo reale gli effetti di un terribile tornado e per aiutare i soccorsi.

Ecco alcune reazioni on-line.

Gawker: “la conferma tardiva che la scrittura editoriale istituzionale è un anacronismo inutile nell’era dei media moderni

Paidcontent: “The medium doesn’t matter

Di seguito, l’evoluzione dei criteri di assegnazione negli ultimi anni. 

Nel 2008: “text-based online new organizations but limited it to those “primarily dedicated to original news reporting and coverage of ongoing events.

Nel 2009: “expanded eligibility in some areas to “material coming from a text-based United States newspaper or news site that publishes at least weekly during the calendar year and that adheres to the highest journalistic principles“.

Il 2010 invece è stato l’anno della premiazione del giornalismo investigativo no-profit di ProPublica, prima testata on-line a riuscirvi.

[UPDATE] Sono interessanti anche le riflessioni di Marco (che ringrazio per la citazione) sull’assegnazione del Pulitzer, complementari alle mie e delle quali riporto un estratto:

“…un passo verso il riconoscimento di un valore che, per la sostenibilità economica dell’ecosistema stesso, occorre sia accordato a chi genera il contenuto, al Giornalista (prima ancora che all’Editore).

Altri passi mancano prima che un analogo valore venga riconosciuto anche a chi, invece, attraverso la fruizione, permette la crescita di tutti gli attori/agenti di tale esosistema in un percorso che trasforma le notizie (i dati) in conoscenza, innovazione e benessere (gli elementi dello schema WIKiD).”

 


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