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Le perplessità sul video scoop del TG5 sul Costa Concordia

11 Feb Posted by in #EPICFAIL | Comments

Il video inedito sulla Costa Concordia trasmesso dal TG5 è un video choc e allo stesso tempo un grande scoop giornalistico, ma desta anche non poche perplessità.

Mostra infatti quanto è avvenuto all’interno della plancia di comando della Costa Concordia in quella interminabile ora seguita dopo l’impatto con gli scogli del Giglio. Il Procuratore Francesco Verusio, che si occupa delle indagini, lo ha immediatamente acquisito come prova, commentando: «E’ una novità anche per noi. L’ho visto anche io per la prima volta. Abbiamo sentito tutti quelli che erano in plancia e nessuno ci ha detto dell’esistenza di questo video».

A cosa si devono quindi queste perplessità? Anzitutto perché il TG5 in passato non si è particolarmente distinto per scoop giornalistici di questo tipo, salvo prendere grosse cantonate proprio come quando immediatamente dopo il disastro aveva diffuso per primo un video fake (preso da YouTube, ma senza citarne la fonte), seguito a ruota dagli altri TG nazionali, salvo poi prendersela con chi li realizza e non con chi dovrebbe verificarne l’autenticità come previsto dalle buone pratiche giornalistiche, ignorando che impedirne la pubblicazione implicherebbe quanto meno qualche riflessione su libertà di espressione e censura.

Questo video non sembra un fake ma, non conoscendone la fonte, potrebbe essere stato manipolato: per esempio, che ne sappiamo che la traccia audio col “vabbuò” di Schettino non sia stata inserita successivamente?

Essendo la fonte ignota, dobbiamo dare per scontato che questa volta il TG5 abbia accuratamente verificato tutto ciò prima di diffondere il video.

Qui il discorso è complesso: come Pino Bruno mi insegna, il tema della protezione delle fonti giornalistiche è estremamente delicato. Occorre però distinguere tra i casi in cui una fonte denuncia un reato e mette a repentaglio la propria incolumità (è il caso per esempio dei pentiti di mafia) rispetto a quelli in cui la fonte rallenta le indagini per trarne un vantaggio personale. Il video girato in plancia sembra rientrare proprio in quest’ultimo caso, dove l’identità dell’autore viene protetta non da chissà quali minacce ma dagli investigatori.

Paradossalmente, il TG5 e le reti Fininvest in generale sono i canali di informazione che più di ogni altro in Italia si sono battuti contro l’anonimato in rete, additandolo con velata ipocrisia come espediente per aggirare le violazioni sui diritti d’autore. C’è da dire però che quest’ultimo – a cui io sono favorevole – è spesso utilizzato per difendere i diritti civili e umani, dalla libertà di espressione alla lotta contro i regimi totalitari.

E’ una “sottile” differenza.

Col video trasmesso dal TG5 siamo in presenza di un palese reato di occultamento di prove:  la Procura aveva interrogato TUTTI i presenti nella plancia di comando e NESSUNO aveva detto di avere girato questo video. Nel frattempo le indagini si sono sviluppate per quattro settimane, cercando qualsiasi informazione utile per ricostruire le dinamiche e attribuire le responsabilità di una vicenda dove ci sono ancora tante, troppe ombre su quella che forse non è solo una manovra scellerata del comandante Schettino. Informazioni come quelle contenute nel pc personale di Schettino che “misteriosamente si è volatilizzato” grazie all’amica Domnica e al proprio avvocato. Ricordiamolo ancora una volta, stiamo parlando di una vicenda conclusasi con un bilancio drammatico di 17 vittime e 15 dispersi, oltre al disastro ambientale e al danno economico per la comunità.

Questo video poteva essere utile allo svolgimento delle indagini se acquisito per tempo? A giudicare dai commenti a freddo del Procuratore, sembrerebbe proprio di si. Perché spunta fuori solo ora? Dobbiamo pensare che in tutto questo periodo l’autore dello stesso si sia prodigato nel proporlo alle varie redazioni in cambio, diciamo, di un congruo ringraziamento?

Chi ha girato il video? E’ appurato che in plancia al momento dell’impatto vi fossero, oltre a Schettino, altre 14 persone.

Mi sbaglierò, ma i passi della persona che sta girando il video sono quelli di chi porta i tacchi, magari quelli di Silvia Coronica, l’unica donna presente oltre a Domnica. Non voglio però sostituirmi agli investigatori.

Mi interessa invece capire cosa ne pensate voi sulla questione etica: in un mondo dove l’informazione corre alla velocità dei tweet è sempre più difficile realizzare uno scoop giornalistico sui canali non digitali.

E’ giusto considerare lecito ogni mezzo per riuscirvi?

 


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