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I walled garden dell’accessibilità digitale

02 Gen Posted by in Uncategorized | Comments

Anche se la notizia è di quelle di buon auspicio, anche se gli interessanti suggerimenti di Quintarelli mostrano che c’è ampio spazio per migliorare questa iniziativa, non credo che realizzare walled garden digitali nelle principali città italiane sia il modo migliore per digitalizzare il territorio e i cittadini.

Il rischio è quello di allargare ulteriormente la forbice di un’Italia a due velocità: quella connessa da una parte, quella diversamente (o per niente) connessa dall’altra.

In una città come Milano è lecito supporre che i terminali mobili abilitati all’accesso ai servizi digitali di ultima generazione (leggi smartphone e tablet) siano normalmente già abbinati a un piano dati, flat o a consumo; notebook e netbook invece sembrano ancora confinati agli utilizzi professionali.

Ma cosa succede al di fuori del centro (o della periferia) di Milano? Cosa succede i quei comuni (alcuni addirittura nell’orbita milanese) dove l’ADSL è un miraggio, dove le raccolte di firme dei cittadini non riescono a calamitare l’attenzione delle telco (Telecom in primis), dove le amministrazioni locali hanno sempre meno risorse nelle casse?

Che fine ha fatto il modello della coda lunga applicato al territorio? Quale futuro attende il territorio italiano, ricco di nicchie, di pmi, di talenti come pochi altri, senza una equilibrata distribuzione delle infrastrutture digitali?

[UPDATE] Non ho in mano i numeri relativi all’Italia (anzi, vi prego di segnalarmeli se li conoscete), però leggo un dato sconcertante relativo agli States e che viaggia in direzione opposta al mio ragionamento: il 95% del traffico dati via tablet viene effettuato da reti fisse, tramite Wi-Fi.

Immagino però che in larga parte si tratti di reti domestiche o postazioni di lavoro, piuttosto che siano prevalentemente download da iTunes (tanto per citare la piattaforma più nota), anche perché al di sopra di una certa soglia i download sono inibiti. A rafforzare la mia ipotesi c’è la mia esperienza con gli ultimi due mesi senza linea ADSL: pur aggiornando rarissimamente le app e solo quelle indispensabili, di solito raggiungo la soglia di traffico disponibile molto ma molto prima della fine del mese.

Come a dire: le reti mobili senza reti fisse sono parecchio penalizzate e gli hotspot Wi-Fi da soli non possono sopperire più di tanto.

 


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