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Il fact checking nell’informazione on-line

15 gen Posted by in Uncategorized | 1 comment

La verifica dei fatti è una pratica che con l’esplosione dell’informazione on-line ha assunto nuovi significati e guadagnato importanza. I newsriver, l’eterogeneità delle fonti, la net reputation delle fonti, il valore di una valida rete di contatti sui social network, l’azzeramento dello spazio e del tempo rispetto agli eventi, la comparsa di nuovi strumenti digitali, utilizzabili anche in mobilità, hanno stravolto le abitudini consolidate di media mainstream (anche dei portali di notizie).

Luca De Biase ricorda e sottolinea l’importanza del fact checking, portando a sostegno opinioni autorevoli e best practices, riconoscendo tuttavia che occorre condurre una lunga battaglia prima di riuscire a diffondere nelle redazioni la giusta mentalità, l’adozione di metodologie specifiche e la conoscenza degli strumenti appropriati.

Craig Newmark – il fondatore di Craiglist, cioé il più famoso sito di annunci del mondo – sullo stesso argomento scrive su Nieman Journalism Lab:

Fact checking is difficult, time consuming, and expensive, and it’s difficult to make that work in current newsrooms.

Restoring trust to the new business via fact checking might be an idea whose time has come. It won’t be easy, but we need to try.

With training in fact checking, their engaged specialist citizens might become a very effective citizen fact-checking network.

Difficile, fiducia, provare, engaging, citizens, network. Queste sono le parole chiave da ricordare.

Nel fare informazione è sempre difficile coniugare la rapidità con la profondità o la verifica. Il motto “tweet first, verify later” non può essere calato nel contesto di un portale di informazione senza creare grossi problemi, così come sono diversi i casi in cui una singola redazione non ha tutte le risorse necessarie per effettuare il fact checking occorrente.

Gli ultimi due punti di De Biase suggeriscono il coinvolgimento di giornalisti indipendenti e di cittadini volenterosi.

Io aggiungo che può esistere anche un fact checking post-pubblicazione, a patto però che tutti i riferimenti utili a individuare le fonti e il contesto siano indicati negli articoli (e siano corretti).

 

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