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V come #vogliamounfuturo

05 Nov Posted by in Uncategorized | Comments

V for Vendetta

A mezzanotte del 4 novembre saranno trascorsi 406 anni esatti dalla notte della “congiura delle polveri“, anche se in realtà il “Guy Fawkes day” viene celebrato il 5 novembre.

Mai come quest’anno la ricorrenza ricorda con un pericoloso parallelo la situazione globale attuale, sia per le gravi difficoltà economiche dei paesi più industrializzati che per la domanda di democrazia nel mondo arabo; non a caso la maschera di Guy Fawkes utilizzata nel film “V for vendetta”  ha assunto un significato simbolico molto importante sia nelle rivolte del mondo arabo di quest’anno che nei movimenti di protesta per la libertà di espressione in tutto il mondo e prima ancora nel febbraio 2008 per i manifestanti legati ad Anonymous.

Il malcontento – ma forse dovrei dire l’indignazione o la rabbia – è generale e non conosce colori, ceti o luoghi. C’è fame di democrazia, di un lavoro retribuito dignitosamente, di costruzione di una propria famiglia, di informazione aperta, di libertà di espressione, di diritto all’anonimato, di partecipazione attiva alla costruzione di Paese migliore più vicino ai cittadini e alle imprese, di uno sviluppo sostenibile quand’anche non ecosostenibile, di scelte innovative (e le idee, grazie al cielo, agli italiani non mancano), di una più equa distribuzione delle (sempre più scarse) risorse, di una società senza sfacciati privilegi verso le caste, di un futuro negato, di un presente negato.

Già, un futuro negato. Ma in una società dove il trascorrere del tempo viene scandito da un tweet, dove l’informazione e gli stati d’animo corrono da una parte all’altra del globo in tempo reale, il futuro non è tra un anno o forse cinque: il futuro è a fine mese, il futuro è domani, il futuro è tra un minuto, il futuro è adesso, il futuro era ieri, il futuro è già passato.

La percezione del tempo è cambiata, e con essa le necessità dei cittadini. La situazione politica, la situazione economica, le calamità naturali (e penso all’alluvione di Genova), i disastri ambientali causati in buona parte dall’uomo (e penso a Fukushima o al Golfo del Messico) sono alcuni esempi di come da un istante all’altro le nostre prospettive sul futuro possono venire letteralmente stravolte.

Ho parlato anche di innovazione: ormai è terribilmente tardi per un cambiamento o una evoluzione. Ci vengono richieste altrove risposte immediate a cui non possiamo sottrarci e i metodi tradizionali non possono aiutarci assolutamente. Il pericolo vero e concreto è che, in mancanza di evoluzione e innovazione la risposta sia l’unica altrimenti possibile: rivoluzione.

Come cittadini siamo tutti profondamente toccati in almeno uno dei bisogni sopra elencati e abbiamo tutti interesse a fare sentire la nostra voce, proprio come Guy Fawkes voleva fare la notte del 4 novembre 1605 con le polveri, lui che non aveva altri mezzi per farsi sentire e che poteva contare solo su quattro compari, almeno inizialmente.

Oggi però la situazione è molto differente: c’è la Rete, ci sono i social network, ci sono persone che vogliono aprire gli occhi e alzare la testa, c’è partecipazione.

Potrebbe esistere oggi un Guy Fawkes? La risposta è si, ma potrebbe essere anche no, non uno solo.
Io potrei esserlo, tu potresti esserlo, tutti noi possiamo esserlo. O forse lo siamo già e non ce ne siamo resi conto.

Per immedesimarci basta poco, anche una semplice maschera come queste:

JPG + PDF
simple mask 2
simple mask 3
simple mask 5

 

Io sono convinto che questo sia il momento giusto (#senonoraquando) per far sentire in modo inequivocabile e assordante la nostra voce di cittadini, tutti con lo stesso hashtag, magari con un unico, grande, immenso tweet, che potrebbe avvenire simbolicamente alle 5 di oggi pomeriggio. E magari scendendo nelle strade.

Eccole, le nostre polveri.

 

I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei popoli.

Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. […] Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato.

Guy Fawkes

 


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