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Urban e virtual network

10 Set Posted by in Uncategorized | 1 comment


aiuola

In una stimolante discussione su Facebook aperta da Gino Tocchetti si è parlato di come conciliare la limitata disponibilità delle risorse sul territorio con l’illimitata disponibilità in rete.

L’esempio classico è la disponibilità di dati aperti a supporto dei processi decisionali e di pianificazione per quanto riguarda le imprese e a supporto dei servizi per quanto riguarda i privati cittadini.

Uno degli ostacoli è la refrattarietà a perdere il controllo delle risorse comuni da parte di chi le gestisce. Però, dicendo a un amministratore locale “tu dammi i dati che poi ci penso io” è diverso dal dire “tu dammi i dati, XYZ ti paga se vuole accostare il proprio marchio a un servizio socialmente utile, poi ci penso io e tu oltre a non rimetterci ci guadagni pure“.

Praticamente, per quanto possa suscitare perplessità di carattere etico l’idea, si tratterebbe di mettere a disposizione open data sponsorizzati, proprio come certi spazi di verde pubblico.

E’ forse una sperimentazione che vale la pena di fare, come dice Giorgio Fontana, nonostante l’humus italico non sia dei migliori.

Una volta che questi dati vengono resi disponibili, noi possiamo contestualizzarli sul territorio attribuendogli gli appropriati metadati.

Sappiamo anche però che le informazioni raccolte dai social network in genere possono essere associate a un luogo fisico.

Dalla sovrapposizione di queste differenti mappature è possibile ottenere visioni alternative delle informazioni d’insieme.

Degna di un futuro approfondimento è certamente la riflessione su quanto il territorio stia plasmando le connessioni digitali piuttosto che il contrario.

Come spunto segnalo a tal proposito il progetto di mappatura dell’infrastruttura sociale virtuale presentato alla annuale Conferenza del CRESC, in cui una efficace visualizzazione mostra le comunicazioni via Twitter sul territorio.

Nella successiva presentazione sono evidenziati i fattori da tenere in considerazione per realizzare una mappatura di questo tipo, cioè:

  • spazio fisico: il territorio
  • rete digitale: le connessioni sui social network
  • rete urbana: le connessioni fisiche sul territorio
  • contenuti: i dati statici, le dinamiche, gli eventi
  • metodo: la narrativa, la visualizzazione
  • canale: la sovrapposizione del paesaggio virtuale al paesaggio reale
Sul peso da attribuire a ognuno di questi collegamenti, piuttosto che sull’opportunità di sovrapporre dati eterogenei, rimando alle mie riflessioni (e a quelle di Titti) sul peso dei linked data.

visualizzazione conversazioni geolocalizzate su Twitter

 

Crediti: l’immagine iniziale è un mashup dove reinterpreto liberamente questa foto e quest’altra.

 

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