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Studio: come i giornalisti usano i social media

01 Set Posted by in Uncategorized | 1 comment

L’interessante studio realizzato da Arketi ci rivela come come i giornalisti usano i social media e ci stimola alcune riflessioni.

I servizi

La prima cosa che mi ha colpito è l’alta percentuale di giornalisti che possiede un account Linkedin, ben il 92%.

La seconda cosa è la bassa – a mio modo di vedere – percentuale di giornalisti che gestisce un proprio blog o che possiede un account Flickr, servizi probabilmente cannibalizzati da Facebook (85%), comunque in linea con i trend generali.

Mi sembra ancora buona la considerazione di cui gode Delicious, addirittura ottima quella di Forsquare; bisogna però vedere quanti di questi sono realmente attivi, visto che recenti statistiche lascerebbero intendere che entrambi sono in fase di abbandono (soprattutto il primo).

Il tempo speso

Complessivamente il tempo trascorso in rete è ancora troppo poco, anche se rapportato al solo orario lavorativo, per quanto assurdo possa sembrare quando si parla di giornalismo e di informazione.

Di questo tempo, una quantità assolutamente spropositata (dal 91% al 98%) viene dedicata alla lettura e alla ricerca in genere; è sintomatico di una bassa conoscenza o padronanza degli strumenti web e del basso livello di ingegnerizzazione di queste attività da parte delle redazioni, anche se il 66-69% di persone impegnate sui social network e sul microblogging sembra incoraggiante.

Purtroppo questo studio non distingue tra i vari social network, cosicché troviamo insieme sia Linkedin che Facebook; sarebbe stato interessante conoscere la percentuale di incidenza di ognuno sul totale delle notizie raccolte e pubblicate.

Il mio personalissimo parere è che non rispecchi assolutamente la percentuale di account registrati.

Prendiamo per esempio un evento recente che ha coinvolto i giornalisti di tutti gli States, come l’uragano Irene.

Ora consideriamo la testata più importante, il NY Times.

Vediamo che in quell’occasione il 28% dei visitatori è arrivato dai motori di ricerca, il 9,2% da Facebook, il 2,51% da Twitter e l’1,42% da YouTube. Sarà stato un caso? Forse, ma anche no.

Arketi: friends, fans, followers

Quali contenuti

E’ singolare ciò che cercano i giornalisti su un sito web; osservate attentamente la sequenza.

persone > ricerca > testo > testo > immagini > dati > comunicati ufficiali > blog > video > microblogging > audio

Il data journalism può attendere, visto che i dati sono solo al sesto posto. I kit per la stampa – piatti e uguali per tutti – sono ancora molto considerati; se proprio non fossero sufficienti come informazioni, si può anche fare qualche ricerca sui blog o su Twitter, che non si sa mai. Alle volte anche un video amatoriale può andare bene, in mancanza d’altro.

Arketi: useful website

Quali fonti

Il 36% dei giornalisti dichiara che oltre tre quarti del loro materiale è stato creato appositamente per la versione on-line della testata. Ma da dove arriva?

Facciamo attenzione alle prime cinque fonti: sono tutti canali consolidati, standard, ufficiali, comprendenti contatti personali acquisiti nel tempo.

Le notizie raccolte attraverso questi canali molto probabilmente arriveranno nella stessa forma e negli stessi tempi anche alla concorrenza, appiattendo l’informazione.

Le notizie raccolte attraverso canali alternativi possono richiedere più tempo per essere trovate (ma potrebbe anche essere il contrario), magari attraverso forme di curation, oppure potrebbero richiedere più tempo per essere verificate; l’altro lato della medaglia è che sono una preziosa e irrinunciabile risorsa per la creazione di contenuti originali.

Di fatto viene preferita la notizia veloce, con poca fatica, da scaldare e servire al volo, proveniente appunto dai canali tradizionali.

Arketi: sources

Quali webinar

E’ interessante notare come i giornalisti siano interessati ai webinar che mostrano una proiezione futura, più di quanto lo siano di quelli che analizzano ciò che è già avvenuto.

Bassissimo invece il livello di interesse per gli strumenti, evidentemente ritenuti poco utili oppure già padroneggiati.

Arketi: webinar

Metodologia

Purtroppo Arketi non dice molto sulla metodologia utilizzata, nè sulla base coinvolta; giusto che il 75% degli intervistati si occupa di giornalismo da 10+ anni, il 49% da 20+ anni.

Tuttavia, da quel che leggo, questa agenzia gode di ottima reputazione e lunga esperienza, quindi già un punto a loro favore.

 

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