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Social discount

06 Feb Posted by in Uncategorized | 3 comments

Leggo di questo studio sul proximity marketing che mostra e quantifica le relazioni tra sconto offerto e distanza dal punto vendita.

Praticamente, maggiore è la distanza che un potenziale cliente dovrebbe percorrere e maggiore è lo sconto occorrente per convincerlo.

Fin qui, niente di sconvolgente.

A me però viene spontaneo fare questa riflessione: immaginiamo di calare questo ragionamento in un’ottica 2.0

Proviamo a sostituire i negozi fisici con i negozi virtuali, come nel caso dell’e-commerce.

Oppure proviamo a sostituire i beni tangibili con beni intangibili, come i contenuti digitali dei social media, comprese le notizie on-line.

Proviamo anche a sostituire il tragitto da percorrere su strada con quello da percorrere attraverso le reti sociali.

Proviamo quindi a sostituire la misurazione della distanza dal punto vendita in chilometri e minuti, con la distanza dall’acquisto on-line in gradi di separazione.

A questo punto la distanza non dipende più da fattori geografici e temporali, bensì relazionali. Per raggiungermi con le offerte sui suoi prodotti, un brand dovrebbe fare breccia nella mia rete sociale, nell’amico dell’amico dell’amico. Il grimaldello sarà rappresentato dallo sconto mentre il più dolce passepartout dalle capacità relazionali sui social media del brand in questione.

Maggiori sono i gradi di separazione e migliore deve essere il valore offerto (sconti e capacità relazionali), applicando a tutti lo stesso trattamento ma attribuendo un riconoscimento agli intermediari per il superamento del grado di separazione.

Voi cosa ne pensate?

 

3 comments

  • S. ha detto:

    Interessante spunto.

    Ma la domanda che mi è sorta subito è: come fai a fare in modo che coloro che accedono all’offerta siano su diversi gradi di separazione (sui diversi cerchi del primo grafico) piuttosto che tutti al primo grado (primo cerchio)?

    Insomma, come fai a fare in modo che un utente al primo grado di separazione coinvolga un utente al secondo grado dietro a lui piuttosto che uno di fianco a lui di primo grado? Sarà infatti meno faticoso coinvolgere quello di fianco per ottenere lo stesso risultato.

    • roberto ha detto:

      In realtà non è che occorre fare in modo che siano su diversi gradi di separazione…è già così.
      Per una azienda raggiungere i contatti di primo livello comporta ovviamente una difficoltà minore, per esempio tutti i suoi fan su FB.
      Se vuole spingersi oltre, dovrà fare leva su qualcosa di più.

      La questione è invece: come fare a riconoscerli?
      Come faccio a sapere chi mi ha portato un certo cliente? Quali sono i migliori hub?
      Se l’offerta è buona, i miei contatti di primo livello saranno facilmente disposti a segnalarla alla loro rete sociale.
      Sulle forme di riconoscimento la questione pone invece dubbi etici del tipo: io potenziale cliente come faccio a sapere se chi mi segnala l’offerta lo fa per interesse personale o no?
      Un po’ come certe discussioni vivaci sulle recensioni influenzabili dei blogger.

      • S. ha detto:

        Il problema sorge quando i contatti di primo livello “sollecitano” la propria rete sociale di cui fanno parte già altri contatti di primo livello.

        Due fan insieme non possono approfittare? Piuttosto antipatica la cosa, perché viene fuori una di quelle operazioni modello telefonia. Promozioni su promozioni per acquisire il cliente, il vuoto assoluto una volta ottenuto il risultato.

        Se davvero vuoi tracciare chi ti ha mandato il nuovo iscritto puoi farlo con le tecnologie attuali (direi che un’app FB può farlo senza problemi), resta da capire se per te è veramente necessario scoprirlo.

        Per quanto riguarda l’etica. Se il piano di azione è lo sconto allora mi pare evidente che è legittimo. Io ti invito a seguire un marchio perché mi interessa il loro prodotto e lo sconto lo rende solo più appetitoso. Non ti invito a seguire qualcuno del quale non me ne frega nulla.

        Secondo me non è sbagliato (ed appena troverò la formula giusta lo metterò in pratica nella pagina aziendale) fare progetti di gruppo: oggi siamo 100, se arriviamo a 200 sconto per tutti! Anche questo potrebbe rafforzare l’idea del lavorare insieme.


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