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Nuovo giornalismo e storytelling con Storify

05 Feb Posted by in Storify | 1 comment

StorifyStorify è una interessantissima piattaforma per creare storie raccogliendo contenuti già pubblicati sui social media. Le storie possono riguardare avvenimenti, persone, territori o qualsiasi cosa ci venga in mente.

Finalmente sono riuscito a provarlo, dopo che mi è arrivato l’invito che attendevo da ottobre per accedere alla beta chiusa.
Raccogliere i contenuti con Storify è facile, veloce e divertente, mentre la riorganizzazione dei contenuti è più lenta e necessita di un’interfaccia più funzionale.
È molto intuitivo: senza leggere alcun tutorial mi sono messo lì, ho scelto un argomento di mio interesse (la rivolta in Egitto) e in pochissimi minuti avevo realizzato una piccola storia.

Come si usa

Ogni storia si costruisce attraverso un’interfaccia grafica come se fosse una casa, usando mattoni o blocchi, dove ogni blocco è rappresentato da singoli articoli, video e immagini.

Tra questi, ci sono tutti quelli che vediamo normalmente col nostro personale account Twitter, più tutti quelli pubblici provenienti da Facebook. Altri contenuti sono ricercabili su Flickr, YouTube, feed RSS o sul motore di Google, con un boun numero di filtri disponibili.

Un comodo bookmarklet da inserire nel browser (volendo anche su iPhone) aiuta a creare nuove storie o aggiungere nuovi contenuti alle storie esistenti con un semplice click.

Un aspetto interessante di Storify è che ogni storia è incorporabile in siti esterni alla piattaforma, proprio come ho fatto io in coda a questo post.

Offre persino la possibilità di notificare ai proprietari dei contenuti che questi sono stati utilizzati nella nostra storia.

La capacità narrativa non viene però sminuita dall’utilizzo dei blocchi; al contrario, viene stimolata dall’opera di assemblaggio e dalla contestualizzazione, offrendo anche la possibilità di inserire testi liberi tra un contenuto e l’altro.

Il risultato è di sicuro impatto comunicativo per chi legge, tant’è che ho intenzione di usarlo regolarmente e ho già in mente come.

Ecco comunque un video dimostrativo che mostra la semplicità d’uso di Storify.

Qualche nota

Ho verificato che la cancellazione di uno dei contenuti (es. un tweet) non si ripercuote sulla storia. Anche se non mi è chiaro come Storify riesca a farlo, questo è importante perché così la nostra storia non viene decontestualizzata. Quello che può succedere invece è che se chi legge clicca sul singolo contenuto verrà rimandato a una pagina di errore (la classica 404).

Un’altra cosa che ho notato è che la cancellazione di una storia da Storify non influisce sulla visualizzazione della stessa incorporata in un blog. Non ho idea se utilizzano un sistema di cache temporanea o se la cosa sia permanente.

Occorre fare attenzione perché la cancellazione di una storia non è reversibile e l’URL non è recuperabile. Per esempio, io avevo cancellato (intenzionalmente) una storia dal nome “egypt-in-crisis” e l’ho dovuta ricreare come “egypt-in-crisis2”. Questo vale anche in caso di cancellazione accidentale, visto che il comando per la cancellazione di una storia è pericolosamente vicino a quello per la modifica.

Cosa manca

Come dicevo, è un servizio ancora in versione beta, quindi non deve stupire la mancanza di alcune funzionalità. E’ fondamentale per esempio di poter visualizzare directory di persone e contenuti. Dovrebbe anche essere possibile seguire gli aggiornamenti via feed RSS.

Altre cose che mancano sono il supporto per i file audio (utile per podcast e interviste), le mappe e la geolocalizzazione dei contenuti.

Manca un’interfaccia simile al timone elettronico delle redazioni, una griglia dove ogni contenuto è visualizzato come una miniatura e riordinabile con il trascinamento.

Nell’utilizzare Storify ho sentito anche la mancanza di una funzione per prelevare porzioni di un post – come una singola immagine o una singola frase – proprio come in Tumblr; spero tanto che la implementino perché sarebbe veramente utile.

In definitiva

In definitiva è una piattaforma di real-time curation per giornalisti e blogger che sfrutta la tecnica dello storytelling, cioè della narrazione.

Anziché scrivere una storia (o raccontare di un avvenimento) da zero, con Storify si riusa ciò che è già stato pubblicato (da noi stessi o da altri) aggiungendo approfondimento e  contestualizzazione.

E’ un servizio di cui si parlerà parecchio prossimamente: i due milioni di dollari di finanziamenti appena raccolti lasciano supporre che continuerà a crescere.

Per chi è consigliabile: per giornalisti, per blogger, per studenti, per marketer turistici.

Per chi non è consigliabile: per cronisti.

A un cronista sarebbe più utile un personal storify, cioè un servizio per raccontare storie vissute in prima persona  – anche geolocalizzandole attraverso i check-in, anziché basate sui contenuti pubblicati da altri.

 

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