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L’Internet delle case

23 feb Posted by in Uncategorized | 1 comment

Un esempio di urban geotagging è il progetto portato avanti dal sindaco di NY per attribuire un QR code a ogni edificio della metropoli entro il 2013.

Ieri ha annunciato l’adozione dei QR code per identificare le licenze di costruzione sul territorio che vengono rilasciate.

Questo codice sarà l’identificativo univoco di ogni edificio e sarà utilizzabile in modo bidirezionale: per esempio i cittadini potranno ottenere dettagli su un progetto in corso, ma anche effettuare segnalazioni relative a emergenze o violazioni delle leggi. Qualcosa di simile negli States viene già usato dal Dipartimento di Igiene.

Perché proprio il QR code e non un altro tipo di codifica? Beh, anzitutto è uno standard riconosciuto fin dal 2000 e poi probabilmente è una soluzione meno costosa dei classici codici a barre. Per ulteriori approfondimenti segnalo le spiegazioni di Fabio che ne parla per esempio qui e qui.

Quali sono le potenzialità dell’urban geotagging? Per esempio la gestione documentale, il tagging di edifici e luoghi di interesse pubblico, l’offerta di servizi innovativi alla comunità, la trasparenza della Pubblica Amministrazione, la fornitura di informazioni in real-time.

Le possibilità, come si vede, sono tante e molte ancora ne rimangono da esplorare, magari attraverso progetti innovativi e avveniristici.

In Giappone pare che i QR code siano molto utilizzati, come testimoniato anche da Maurizio:

Qui in Giappone il QR Code è così utilizzato che per incentivare l’uso di Facebook da mobile quando ci si logga via web appare il QR Code per andare sulla versione per cellulari

Uno di questi progetti è quello di Teradesign.

N Building from Alexander Reeder

Gli stessi realizzatori lo descrivono così:

Possiamo immaginare un paesaggio urbano libero da segnaletica onnipresente, oltre a un miglioramento della qualità e dell’accuratezza delle informazioni stesse. [...]
Un QR Code è statico, ma cosa potremmo fare con un dispositivo dinamico come l’iPhone?
La nostra visione proposta del futuro è quello in cui la facciata del palazzo scompare, mostrando eventualmente ciò che si trova all’interno. [...]
È anche possibile sfogliare le informazioni negozio, effettuare prenotazioni e coupon download. [...]
Non marchiamo semplicemente gli oggetti reali ma visualizziamo le informazioni specifiche per l’edificio in modo tale che il virtuale (cioè l’iPhone) possa migliorare il fisico. [...]
Il nostri obiettivi sono quelli fornire un incentivo a visitare lo spazio e di fornire anche una connessione virtuale nello spazio senza essere necessariamente presenti.

Un esempio più concreto ma emblematico è quello della mostra organizzata all’interno dell’Empire State Building, dove sono stati usati i QR code per gestire le interazioni con i visitatori ed estendere la loro esperienza oltre lo spazio fisico. In quel caso si sono addirittura spinti più in là, con un modello di interattività a 360 gradi, anche abilitando l’accesso a contenuti di digital storytelling.

Dice Jamie Monberg, che ha realizzato il progetto:

There is nothing more personal to us than our mobile devices

qrcode

A ogni codice è possibile attribuire un link a un indirizzo web univoco e invariabile nel tempo: attraverso questo link è possibile risalire a tutte le informazioni associate, anche quelle storiche.

Come dicevo prima, ognuno può crearsi un proprio QR code usando uno dei tanti servizi gratuiti disponibili, come questo, questo e questo.

Ecco per esempio quello associato alla homepage del mio blog.

Tu, invece, come lo utilizzeresti?

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