A memoria mia, non ricordo dell’Esercito di un paese con una rivolta civile in atto che si rivolge ai cittadini attraverso i social media – nella fattispecie Facebook – e peraltro con successo.
Sulla pagina creata per questo scopo si sono iscritte 100 mila persone; il Consiglio Superiore Militare si rivolge a loro come “sons of Egypt and the noble youths who ignited the January 25 revolution“, auspicando una collaborazione fruttuosa per il futuro.
Non è chiaro quanto sia sincero questo messaggio; certamente è molto significativa la scelta del mezzo, anche in virtù del fatto che durante la protesta egiziana il Paese fu isolato da Internet e che sia Facebook che Twitter sono stati importantissimi per informare il resto del mondo su quello che avveniva in Egitto.




















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