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Aggregazioni editoriali

07 Feb Posted by in Uncategorized | Comments

E’ di questa mattina la notizia bomba di AOL che acquisisce Huffington Post per 315 milioni di dollari, entrando a far parte di un universo che sui media digitali comprende già Techcrunch ed Engadget.

Per raggiungere questa valutazione, Arianna Huffington ha costruito un sito di pubblicazione e aggregazione di notizie che negli anno scorsi si è distinto per la distribuzione di crowdsourced news (persino sulla scelta dei titoli degli articoli).

Questo ha consentito a HuffPost un flusso costante ed eterogeneo di contenuti, ma anche la realizzazione di lavori editoriali troppo complessi per un solo giornalista (è il caso delle inchieste, della verifica delle fonti e del data journalism), andando ad occupare mercati verticali.

I blogger che contribuiscono a Huffington Post sono circa 3 mila e tra questi molti sono personaggi di primo piano o esperti di particolari argomenti (persino Barack Obama e Hillary Clinton, per dire).

La forza di Huffington Post sta quindi nella community, grazie alla quale ogni mese vengono lasciati circa un milione di commenti sul sito.

Ecco l’universo che nasce con questa acquisizione:

 

E’ l’ulteriore segnale che è in atto una concentrazione sui media per accaparrarsi una fetta di una torta sempre più piccola.

Un altro esempio, del quale fino a oggi ho evitato volutamente la trattazione in quanto coinvolto personalmente, è quello dell’offerta fatta da Hearst a Lagardère per acquisirne le 101 testate (tra quotidiani e periodici) divise tra 15 paesi.

In pratica con questa operazione Hearst diventerà il secondo editore mondiale sui periodici; a Lagardère rimarrebbero le testate francesi, compresa l’edizione locale di Elle.

Il gruppo Hearst comprende oggi magazine (Cosmopolitan, Harper’s Bazaar, ecc.), parecchi quotidiani locali (Houston Chronicle, S. Francisco Chronicle, ecc.), network televisivi e una divisione media digitali.

Ecco come cambierà il portafoglio prodotti del gruppo Hearst dopo il completamento dell’acquisizione delle testate Lagardère.

 

 


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