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Quora parte 3: rischi e limiti

17 Gen Posted by in Uncategorized | 1 comment

Proprietà e responsabilità sui contenuti

Secondo i termini di servizio di Quora, i contenuti sono di proprietà chi li pubblica ma modificabili e ripubblicabili da chiunque, senza ulteriori modifiche e indicando il link della fonte.

Anche Quora può utilizzare questi contenuti, ma è l’unico soggetto che non è responsabile per nessuno di essi.

Facciamo allora qualche esempio.

Se io pubblico qualcosa di offensivo, fastidioso o illegale probabilmente verrò censurato oppure sospeso/bannato (oltre a rischiare di incorrere in beghe legali).

Se quello che pubblico viene modificato, stravolto e decontestualizzato, non sono più proprietario di tutto il contenuto, il quale però potrebbe diventare censurabile: io stesso potrei rischiare di essere bannato (Quora non chiarisce se a vita o per un periodo limitato) nei casi più sfumati.

Confesso invece di non avere ancora capito come si applica l’obbligo di rettifica su Quora.

In qualsiasi momento possiamo chiedere allo staff di Quora la rimozione di tutti i nostri contenuti.

Di fatto, questa operazione (manuale) non è poi così semplice da applicare.

Per esempio, la rimozione di una domanda implica necessariamente anche la rimozione delle risposte e delle revisioni ricevute, magari parecchie.

Su Friendfeed è così, quando qualcuno cancella il proprio account.

Su Quora però potrebbe nascere ambiguità sul concetto di paternità dei contenuti.

Nei TOS è riportato “You retain ownership of all Content you submit, post, display, or otherwise make available on the Service“, cioè è da considerarsi “contenuto” tutto ciò che un utente pubblica, anche le revisioni sui contenuti pubblicati da altri.

Che fine fanno quindi quelle? Se rimosse, forse stravolgerebbero e decontestualizzerebbero la parte in cui sono state inserite. Non è chiaro, probabilmente è da chiedere direttamente al team di Quora, su Quora.

Net Reputation

E’ un luogo in più dove persone, brand e aziende dovranno monitorare la propria net reputation, verificando chi ha nominato una persona specifica o un topic (attraverso il link “Mentions“). E’ un’opportunità, ma anche un rischio: “if you choose not to know, don’t lay the blame on social“.

Privacy

Giusto nei giorni scorsi Mario aveva lanciato un sondaggio su Linkedin sull’opportunità di mantenere un gruppo di discussione aperto o chiuso.

Su Quora tutto è aperto, salva la possibilità di commentare anonimamente.

Sul successo di Facebook Questions probabilmente inciderà la politica ballerina di Facebook in materia di privacy: non sono così convinto che ci siano tutte queste persone, con profili più o meno privati, disponibili a confrontarsi in un’unica grande piazza con chiunque passi.

Questo nuovo scenario apre nuove riflessioni.

Censura

E’ inevitabile affrontare questo argomento quando si parla di condivisione della conoscenza.
Account in vendita sul mercato cinese
Come viene affrontata la censura
Come viene affrontata l’auto-censura

Limiti di Quora

Ho letto paragoni azzardati tra Quora e Facebook su alcune testate giornalistiche.

In realtà Quora ha caratteristiche tali per cui probabilmente non raggiungerà MAI i numeri di Facebook, sia come numero di iscritti e sia come quello ancora più importante del tempo speso, anche se queste caratteristiche favoriscono la serendipity.

Le persone che popolano i social network non passano la maggior parte del proprio tempo a porre domande o a rispondere a quelle altrui, specie se impegnative; i contenuti prevalenti sono di carattere personale, tipo chiacchiericcio o stati d’animo.

In questo momento Quora è utilizzato da abituali frequentatori dei social media, mentre su Yahoo Answers c’è tutto il resto del mondo.

I fondatori di Quora hanno comunque già messo le mani avanti dicendo che saranno molti attenti a garantire che il livello dei contenuti rimanga elevato (condizione essenziale per distinguerli da servizi come Yahoo Answer).

Proprio nei contenuti risiede il capitale di Quora: il livello dei contenuti già inseriti può calare nel tempo e molte risposte possono diventare obsolete rapidamente – tipo “qual è il miglior ristorante di Milano dove mangiare sushi?” – e non è detto che ci sia sempre qualcuno che le mantenga aggiornate.

In particolare, i contenuti di nicchia potrebbero subire i danni dell’incuria senza che nessuno intervenga o se ne accorga.

Un grossissimo limite al momento è il supporto ai soli contenuti in lingua inglese: questa scelta, coerente con quella del team di mantenere inizialmente basso il numero di iscritti, esclude di fatto anche interessantissimi sviluppi in ambito B2B e B2C, ma anche relativi a PMI e business locali.

La mia convinzione è che entro la fine del 2011 verrà supportata almeno un’altra lingua, ma dubito che tra queste ci possa essere l’italiano (non con i dati attuali di partecipazione).

Quora dovrà essere scalabile per fare fronte alla crescita dei contenuti: questo vale per l’archiviazione dei dati, per i tempi di risposta e per la disponibilità di sofisticati strumenti di ricerca.

Appunto su questi ultimi dovrà puntare Quora: la ricercabilità dei contenuti dovrà essere LA funzionalità principe di questo servizio.

La casella di ricerca tuttofare che consegna le nostre domande al motore di ricerca interno è comoda ma non è sufficiente: occorrono strumenti di ricerca coi quali ogni utente possa crearsi filtri personalizzati (tipo FriendFeed e Twitter, per intenderci) e salvarseli per un utilizzo successivo.

Un utente nel frattempo ha pensato di realizzare un modulo di ricerca con Google custom search engine, a suo dire più valido del motore di Quora nello scovare contenuti.

La verifica dei contenuti non avviene attraverso un algoritmo ma grazie al contributo di persone in carne e ossa: chi ha vissuto negli anni passati esperienze negative con gestioni simili, pensa che in questo modo i contenuti di Quora diventeranno presto di bassa qualità o poco rilevanti. E’ interessante al riguardo il commento di Antonio in fondo a questo lunghissimo topic.

Mi chiedo se e quando arriveranno anche su Quora battaglie feroci sulle revisioni, come quelle su Wikipedia; allora sì che se ne vedranno delle belle.

I voti si pesano, Quora li conta: cosa succederà tra sei mesi o un anno quando, in condizioni diverse, i voti attribuiti oggi potranno non valere allo stesso modo? Succederà che dieci voti obsoleti assegnati oggi varranno di più di un singolo voto assegnato tra un anno sulla base di informazioni più fresche. Questa parte è da rivedere.

Manca la possibilità di personalizzare la propria home, filtrando quali contenuti visualizzare.

Manca la possibilità di definire dei gruppi utenti.

Manca un sistema di ricompensa, tipo i badge di Foursquare, ma forse è meglio così.

Manca la possibilità di aggregare le risposte: mi aspetto che possa essere fornita quanto prima da un servizio di terze parti, appena le API saranno diventate stabili.

Mancano i suggerimenti sugli utenti da seguire in base ai nostri interessi: questo è voluto, perché Quora intende mantenere il focus sui contenuti e non sulla rete di relazioni (vista solo come come strumento utile per raggiungere le informazioni). E’ lo stesso motivo per cui ritengo che manchi una sezione “experts” o “best answerers”: per esempio, sui topic relativi a Foursquare probabilmente saranno più interessanti le risposte date da Dennis Crowley (il fondatore) che non dal sottoscritto.

Manca un’app per dispositivi mobili: la versione mobile che si appoggia sul browser è molto scarna e poco usabile.

Questo è il terzo di quattro post sull’argomento; ecco di seguito gli altri.

Quora parte 1: caratteristiche

Quora parte 2: informazioni utili

Quora parte 4: prospettive

 

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