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Riflessioni sparse su Foursquare

12 Nov Posted by in Uncategorized | Comments

Faccio il punto sulle impressioni che ho ricavato dall’osservazione e dall’utilizzo di Foursquare negli ultimi mesi.

Dopo un iniziale approccio diffidente e distaccato, con cui mi limitavo a osservare a distanza l’evoluzione di questo fenomeno, avevo espresso le mie perplessità sui meccanismi che stanno alla base di questo genere di location-based services, con particolare riferimento al sistema premiante più orientato agli aspetti quantitativi che qualitativi.

[…] che questo tipo di servizi di geotagging sia molto più utile a creare ulteriori legami con la rete di relazioni che già possiedo (per la precisione, con un piccolo sottoinsieme della mia rete di relazioni) che non a creare legami col territorio […]

A distanza di qualche mese vedo la conferma di queste mie impressioni: mentre a livello globale Foursquare cresce vertiginosamente e registra grandi numeri, in Italia il suo utilizzo appare confinato a nicchie di utenti, tra i quali molti early adopters, come rileva anche MissBorga.

Non a caso, capita non di rado di imbattersi in luoghi geotaggati da persone appartenenti alla propria sfera di relazioni sui social network, quelli che io chiamo “i soliti noti del geotagging“.

Esistono aspetti culturali che frenano la diffusione di questa attitudine e rientrano in un quadro più ampio che riguarda il possesso e l’utilizzo di smartphone.

Da una indagine condotta dalla Commissione Europea risulterebbe che, rispetto alla media degli altri Paesi dell’area UE27, in Italia ci sarebbero più cellulari ma meno smartphone.

A queste conclusioni si arriva considerando che:

  • nella penetrazione Internet fissa, data da ADSL+modem, il divario è a favore dell’UE27 per +9%.
  • nella penetrazione Internet generale, data da fisso + smartphone, il divario è a favore dell’UE27 per +8%.
  • l’Italia ha il 7% di famiglie in più che accedono a Internet in mobilità.

Osserviamo anche come i cellulari in grado di connettersi a Internet siano solo il 20% (rispetto al 33% della media europea), ma soprattutto un preoccupante 4% di persone che ha risposto “non so” (cioè non sanno neanche cosa hanno comprato!).

Nel frattempo altri, importanti, big dei social media hanno lanciato la loro personale interpretazione di un modello che incroci social network e geolocalizzazione, proponendo anche interessanti novità.

Facebook Places è un enorme passo in avanti rispetto a Foursquare e Gowalla, perché il valore verrà dato dai commenti e dai like degli altri componenti della comunità. Ogni check-in diventerà importante per quello che hanno detto e fatto i nostri amici

Immagino anche di non essere l’unica persona le cui abitudini siano state influenzate dai servizi location based; in certi casi si tratta di veri e propri eccessi.

Uno di questi eccessi l’ho scoperto giusto ieri mattina per caso e riguarda…me stesso!

Utilizzo di Foursquare a Milano

Praticamente, a Milano e dintorni ci sarebbero 4 persone che utilizzano Foursquare più di me (non è esattamente così il meccanismo, ma esemplifico).

A parte il desiderio di conoscerli e di scoprire che lavoro fanno per riuscire a fare tutti quei check-in (come dicevo, io utilizzo Foursquare solo nel tragitto casa-ufficio), questa è una dimostrazione lampante che sono pochissimi gli utenti attivi in Italia, anche in virtù del fatto che la zona da me presa in esame dovrebbe essere quella con la maggiore concentrazione.

In realtà è il risultato dei vari esperimenti che ho fatto per capire bene quali fossero le potenzialità di servizi di questo tipo, alcuni dei quali descritti in precedenti post.

Cosa manca quindi ancora a Foursquare?

In questo momento, al di là dei grandi numeri registrati oltre oceano, Foursquare deve ancora entrare nella fase di maturità; il paradosso è che per arrivarci e raggiungere grandi numeri anche in Europa deve puntare ancora sulle caratteristiche ludiche.

Al di là della revisione dell’interfaccia web effettuata l’altro giorno, l’obiettivo principale rimane quello di trovare un valido modello di business che oggi non c’è ancora.

Se questo sarà, com’è intuibile, basato sul marketing geolocalizzato, allora Foursquare dovrà dimostrare alle aziende di essere un partner credibile, anche perché ad oggi ci sono stati casi di successo ma anche fallimenti.

Lo stesso vale per gli utenti, che prima o poi si stancheranno se la massa critica (di amici, di venue e di tips) non verrà raggiunta e se non verranno aggiunte funzionalità più utili.

 

 


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