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Il post che non volevo scrivere

14 Nov Posted by in Uncategorized | Comments

paolacarsPaola è una brava giornalista precaria che scrive per il Corriere della Sera da sette anni e frequenta i social media col nick paolacars.
Quando la conobbi mesi fa a un aperitivo tra blogger trovai subito feeling con lei e da allora è diventata una delle persone con cui ho legato di più, forse quella con cui ho legato di più in assoluto.
Oltre che nei social network, ultimamente ha trovato nel microblogging la forma più consona per condividere i propri pensieri sulla rete.

Di ritorno da una giornata in cui guarda caso si è parlato di giornalismo, vengo a conoscenza attraverso il suo profilo su Facebook dell’ultima cosa che avrei voluto leggere: Paola, messa in disparte dalla sua redazione e sopravanzata dall’ultimo arrivato, un ragazzo che non possiede né i suoi titoli né la sua esperienza, ha pubblicato sul suo Tumblr un post in cui rende pubblico il fatto di avere incominciato lo sciopero della fame e della sete.

Stimatissima un po’ da tutti per il garbo con cui si pone nei confronti del prossimo, la solidarietà non ha tardato ad arrivare dalla sua rete di conoscenze sui social media, anche in misura notevole.

Avendola sentita e consigliata il giorno prima, mai e poi mai avrei immaginato che prendesse tale drastica decisione.
Ovviamente penso anch’io, come tutti gli altri, che stia commettendo una emerita cazzata, perché il corpo umano ha bisogno di liquidi, perché Paola è già un peso piuma di suo e perché penso che se il suo obiettivo è quello di portare la sua azienda a conoscenza di questa iniziativa temo che non caverà un ragno dal buco, ma spero di sbagliarmi.

Non credo che sia la scelta migliore quella di volersi fare accettare a tutti i costi (pur con tutte le ragioni del mondo) da chi ti ha fatto capire che ha altre intenzioni.
Oltre che per il profondo dispiacere e per la forte preoccupazione che provo in questo momento, non volevo scrivere questo post anche perché secondo me l’aiuto dai social media potrebbe e dovrebbe essere diverso.
Paola sa già che se ci fosse stata anche una piccolissima possibilità per lei nella mia azienda mi sarei fatto in quattro, però la situazione generale la conosciamo tutti.

Quello che invece mi auspico è che, attraverso questo tam-tam, la storia arrivi all’orecchio di qualcuno che voglia approfittare di una persona delle sue capacità e della sua reputazione per offrirle una nuova opportunità professionale.

Paola, le ultime parole di questo post sono dirette a te: sai già tutto quello che avevo da dirti, ma finché non tornerai sui tuoi passi io non demorderò e continuerò a stressarti, sappilo!
Un forte abbraccio!

 


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