L’ho ripetuto per mesi fino allo sfinimento su questo blog.
L’ho ribadito ancora oggi a Roma agli amici che ho rivisto durante l’incontro sul giornalismo iperlocalizzato.
Ora però lo dice anche Techcrunch: i servizi location-based stanno fallendo la prova di maturità, Foursquare e Gowalla su tutti.
Come ho dimostrato anch’io, nel mio piccolo, con semplici esperimenti e con un po’ di spirito di osservazione, raramente i servizi offerti sono andati oltre l’aspetto ludico e raramente hanno raggiunto persone diverse dagli early adopters.
Ora però non ci sono più i grandi numeri e i vertiginosi trend di crescita della prima ora, raggiunti appunto grazie alle caratteristiche di questi servizi, con buona pace degli esperti di marketing che hanno provato entusiasticamente a cavalcare l’onda del fenomeno emergente, sottovalutando aspetti fondamentali.
Se alle persone e ai cittadini non offri (anche) servizi di una certa utilità o qualsiasi motivo valido per il quale dovrebbero compiere una certa azione (non esistono solo gli sconti, sia chiaro), è quasi certo che, passati la moda e l’entusiasmo iniziale, avranno perso tempo (e denaro) in due: chi fornisce il servizio e chi ne usufruisce.
Amen.




















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