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Cambi al vertice nell’editoria

11 Ott Posted by in Uncategorized | Comments

E’ ufficiale la notizia di cui si rumoreggiava già da luglio: come riportato da Italia Oggi di sabato, l’AD dell’azienda per cui lavoro andrà a prendere il posto lasciato vacante da Vallardi in Mondadori (la Direzione Generale Periodici Italia), il quale andrà a ricoprire la stessa posizione al Sole 24 Ore.

Vallardi avrà anche la responsabilità sulle strategie pubblicitarie e sull’on-line, sostituendo a sua volta il meno esperto Alessandro Bompieri che passa in RCS.

De Alessandri, in Hachette Rusconi dal giugno 2005, in precedenza aveva lavorato in Gruhner & Jahr-Mondadori e in Condè Nast.

La situazione che eredita al Sole 24 Ore è quella di un gruppo che nel primo semestre di quest’anno ha registrato un calo del 4,6% dei ricavi consolidati e un calo di 11,9 milioni di Euro sul risultato netto.

Su quella che lascia in Hachette, invece, non posso per ovvii motivi fornire cifre o informazioni sulle strategie attuali e future di cui sono a conoscenza; posso solo rimandare ai bilanci ufficiali e sottolineare che gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili, così come per tutto il mondo editoriale, come testimoniano i bilanci, le politiche di riduzione dei costi e i tagli al personale, utilizzati un po’ da tutti i publisher.

Nel corso dei primi anni con De Alessandri alla guida, questo gruppo ha portato avanti interessanti progetti di digitalizzazione, riconosciutici sia dalla concorrenza che dalle filiali estere del gruppo, su diversi dei quali sono stato coinvolto.

Nell’ultimo periodo, però, le sfide che i gruppi editoriali sono stati chiamati a compiere hanno richiesto scelte dolorose e scelte coraggiose: la mia impressione è che si sia proceduto senza indugio sulle prime e titubato sulle seconde, con l’effetto di posticipare gli interventi strutturali sotto gli occhi di tutti di cui il mondo editoriale ha urgente bisogno.

Il crollo delle rendite pubblicitarie, il calo della tiratura, la disponibilità di informazioni online gratuite e in real-time, lo spostamento dei lettori sui media digitali, il boom degli user generated media, i primi tentativi di rendere remunerabili i contenuti digitali (paywall, Apple Store & c.), la navigazione a vista sulle strategie editoriali e di marketing, l’inadeguatezza degli skill interni e la scarsa cultura digitale, le difficoltà dei publisher nel relazionarsi sui social media e nel creare strutture interne adeguate per supportare questo nuovo orientamento, l’illusione che il digitale sia la panacea di tutti i mali (i cui numeri assoluti sono ancora ben lontani dal coprire le perdite dei media tradizionali), il trasferimento dell’approccio analogico sui media digitali, gli investimenti sul digitale non sempre efficienti, sono gli aspetti che hanno caratterizzato negli ultimi anni l’evoluzione del mondo dei media.

Qualche settimana fa anche noi siamo approdati sull’Apple Store con una proposta, nella fattispecie quella di Elle Italia (anche su questo non posso dire di più); sicuramente l’azienda non si fermerà qui sul fronte delle proposte digitali, però la strada è ancora molto in salita e, come dicevo appunto poc’anzi, richiede più coraggio e di intraprendere un percorso di reale rinnovamento (culturale e strutturale in primis, prima ancora che economico).

Come diceva Eric Schmidt di Google oltre un anno fa (uno dei tanti), “Change or die“.

[UPDATE] In attesa di individuare un sostituto definitivo, Lagardère Active ha nominato Jean de Boisdeffre come nuovo AD di Hachette Rusconi per questa fase di transizione.

 


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