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Gmail priority inbox e i profili degli utenti

06 Set Posted by in Uncategorized | Comments

Secondo Google, la nuova funzionalità di posta prioritaria di Gmail dovrebbe aiutare gli utilizzatori di questo servizio di posta a gestire l’overload delle informazioni.
Non metto in dubbio che possa essere d’aiuto a molti, però io non sono ancora riuscito ad apprezzarla e probabilmente finirò col non usarla.
Al momento con me fa cilecca spesso e volentieri: d’altronde, come ogni algoritmo autoapprendente (in realtà siamo noi stessi a istruirlo), anche quello che sta alla base del priority inbox di Gmail offre un servizio tanto migliore quanto più tempo ha avuto a disposizione per apprendere.
Ovviamente gli algoritmi alla base della posta prioritaria non sono pubblici però, mi sbaglierò, secondo me applicano gli stessi filtri che possiamo impostare autonomamente noi stessi (mittente, destinatario, oggetto, parole chiave nel corpo, presenza di allegati) più altri su etichette, preferiti, contenuti cestinati e contenuti identificati da noi come spam.

La mia impressione è quindi che una funzione del genere possa risultare utile soprattutto a persone che utilizzano l’account di Gmail in modo molto tradizionale (è un utilizzo molto limitativo, rispetto alle potenzialità del servizio, però ci sta che molte persone lo usino così).
Mi riferiscono a quelle persone che hanno comportamenti molto ripetitivi e che usano la casella di posta per scambiarsi email con altre persone: punto.
Nel caso invece di persone che utilizzano Gmail per fare di tutto (come ricevitore di notifiche automatiche, come database, come feed reader e chissà cos’altro), come nel mio caso, l’overload è la condizione normale e ottimale in cui si trova l’account.
Se i flussi (specie quelli in entrata) sono molto bassi o se la percentuale di spazio occupato è molto bassa, probabilmente l’account non è sfruttato bene.
Viceversa, se quotidianamente arrivano centinaia o migliaia di nuovi messaggi e ognuno viene classificato a dovere dai filtri automatici che noi abbiamo impostato, avremo qualcosa di più di uno strumento di comunicazione: avremo cioè un content manager.
Non a caso Gmail stessa ci mette a disposizione ben 7 giga e mezzo di spazio gratuito e ci suggerisce di archiviare i messaggi anziché eliminarli.

La questione principale però non è quella di fornire un servizio che può aiutare o meno gli iscritti a gestire lo scambio di informazioni, ma è un’altra, ben più importante.

Mi riferisco per esempio a quei link sponsorizzati che compaiono sulla destra della pagina quando apriamo una singola email.
Per quanto possibile, i link suggeriti sono pertinenti con i contenuti della email che abbiamo aperto o, comunque, alla maggioranza delle email che sono presenti nella nostra casella.
Questo è possibile grazie alla scansione tramite bot che Gmail effettua su tutti i contenuti: la stessa scansione aiuta Gmail a identificare spam e virus.
Gmail però non è ancora in grado di capire quali email sono effettivamente rilevanti per noi e quali invece ci infastidiscono: questo è ancora più evidente nei casi come il mio, dove è difficilissimo profilare il mio comportamento e le mie preferenze.
E’ per questo motivo che Gmail ora prova a chiedere direttamente all’intestatario dell’account quali sono i contenuti più rilevanti per lui.
Le indicazioni che daremo a Gmail con questo sistema, così come i contenuti della nostra posta, non verranno rivelati a terze parti, così come riportato nelle informazioni sulla privacy di Gmail.
Per me non cambia nulla, perché già prima ero consapevole dell’uso che faccio di Gmail e delle relative implicazioni; vorrà dire che mi arriveranno annunci pubblicitari (che a dire i vero i miei occhi sono abituati a schivare) più utili.
C’è però un’altra cosa che mi viene in mente: la posta prioritaria potrebbe servire a Google anche per definire dei profili utente più dinamici, in ottica social network (dove Google non è mai riuscita a sfondare). Fantascienza?

 


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