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Riflessioni su Facebook Places e geolocalizzazione

20 ago Posted by in Uncategorized | 17 comments

Questo è un post abbastanza lunghetto, quindi consiglio di munirsi di popcorn prima di cominciare con la lettura.

Le mie riflessioni nascono dall’annuncio (che era nell’aria) di Facebook Places, un nuovo servizio per condividere la propria posizione con gli amici (o con chiunque altro) attraverso dispositivi mobili.

Questo servizio è accessibile tramite l’app di Facebook per iPhone oppure accedendo all’indirizzo http://touch.facebook.com/ da un browser che supporta HTML5 e la geolocalizzazione, ma in questo momento è attivo solo negli States; altre nazioni saranno raggiunte dal servizio più avanti.

Facebook ha anche annunciato una partnership con Foursquare, Gowalla, Yelp e Booyah (quest’ultima è più nota col nome del proprio servizio MyTown, praticamente un clone di Gowalla), quattro tra i maggiori protagonisti nel campo dei social network location based. In verità, mancherebbero Brightkite (2,2 milioni di iscritti) e Loopt (4 milioni di iscritti).

Pensandoci bene, l’idea della partnership non è male: non lo è per Facebook (nel lungo periodo) e non lo è per gli iscritti (nel breve periodo). Dico così perché fino a poco tempo fa pareva che Mark Zuckerberg dovesse svenarsi per acquistare Foursquare (che ha rifiutato allettanti offerte per rimanere indipendente), mentre intelligentemente è riuscito a raggiungere ugualmente l’obiettivo, per giunta mettendo in competizione tra loro questi quattro concorrenti, obbligandoli di fatto a fornire un servizio di qualità. Non ho idea di cosa possa succedere a Foursquare & C. nel lungo periodo, visto che rischiano di impoverirsi e rimanere tagliati fuori dalla competizione.

Di cosa si tratta?

Ogni check-in che faccio può essere notificato ai miei amici (impostazione di default), a tutto il mondo o a nessuno, a seconda delle impostazioni che applicherò nella sezione privacy.

Un altro modo che ho per fare arrivare le notifiche push sul wall e sul cellulare degli amici è quello di taggarli all’interno del check-in.

In qualsiasi momento posso rimuovere check-in o tag che mi riguardano, proprio come togliere un tag a una foto.

Un’altra cosa che posso fare è seguire gli aggiornamenti della localizzazione lasciati dagli amici che si trovano nelle vicinanze.

Ogni volta che faccio un check-in, la mia visibilità verso chi si trova nei paraggi non è persistente ma è limitata nel tempo.

Dall’applicazione mobile si possono anche inserire i luoghi non ancora censiti: immagino quindi che in futuro si potranno anche propagare gli aggiornamenti da Facebook a Foursquare o Gowalla.

I check-in potranno essere letti da applicazioni di terze parti (se noi le autorizzeremo). Questo potrà avvenire attraverso le API predisposte da Facebook che, come dicevo, al momento possono solo leggere i dati e in futuro dovrebbero consentire anche la scrittura.

Perché Places è importante per Facebook?

Conoscere dove si trovano le persone in un dato istante e quali luoghi stanno visitando è strategico per Facebook e per i suoi inserzionisti. Anche l’analisi dei commenti e dei like sui check-in aiuterà Facebook a perfezionare l’utilizzo delle inserzioni pubblicitarie.

Detto questo, se in passato Facebook aveva steso un velo d’ombra sopra il termine privacy, cambiando le carte in tavola e riparando subito dopo con frettolose retromarce, ora lo scenario si incupisce parecchio, anche perché le impostazioni di default non aiutano in tale senso. D’altronde, Mark Zuckerberg recentemente ha ripetuto più volte che per il futuro lui vede un web dove il default è pubblico, pardon, social.

Per verificare e reimpostare adeguatamente i parametri della nostra privacy sotto Facebook consiglio la lettura del post di Roberto Felter.

Quale è la situazione attuale?

Comunque vada, per Facebook sarà un successo: avendo ampiamente superato la massa critica e raggiunto numeri da brivido, anche una minima modifica al menu può generare notevoli incrementi di fatturato, come alcuni studi ci insegnano.

Questa mia convinzione è rafforzata dalla constatazione che l’attività di gran lunga più diffusa tra gli iscritti a Facebook è il click sul tastino “Mi piace“, ripetuta ogni giorno da ben 65 milioni di persone!

Non a caso è una funzionalità apparentemente banale (copiata da Friendfeed) ma semplicissima e veloce da usare.

Per capire meglio quale impatto può avere l’introduzione di Places all’interno di un social network come Facebook, proviamo a guardare un po’ di numeri.

Facebook: 500 milioni di utenti
Foursquare: 2,6 milioni di utenti
Gowalla: 360 mila utenti
Cellulari: 4,6 miliardi di utenti (tutti i modelli, inclusi quelli non di ultima generazione)

crediti

Il tempo speso globalmente su Facebook è il 10% di tutto quello speso dalle persone su tutto il web.
Nel mondo, ogni persona iscritta a Facebook trascorre ogni mese sul social network 5 ore e 52 minuti, mentre 250 milioni di persone si connettono regolarmente tutti i giorni, per una media di 32 minuti a connessione.

Solo negli States, Facebook registra 141 milioni di visitatori unici al mese.

La percentuale degli utenti attivi di Facebook sul totale degli iscritti alla piattaforma però è in calo costante dall’inizio del 2009, fatta eccezione per l’Asia, continente dove invece questo rapporto è in forte crescita.

Mappa interattiva degli utenti attivi su Facebook

Mappa interattiva degli utenti attivi su Facebook nelle 12 settimane precedenti

Di tutte le persone che si connettono a Facebook, 150 milioni lo fanno utilizzando un dispositivo mobile.

57,8 milioni di persone si connettono a Facebook ogni mese attraverso un iPhone; di questi, circa 20 milioni si connettono ogni giorno.

Il riferimento per il volume di check-in è Foursquare: la punta massima raggiunta finora è di 1 milione in un solo giorno.

Cosa succederà?

I check-in diventeranno mainstream, anche quelli di Foursquare e, forse, di Gowalla.

Gli inserzionisti pubblicitari saranno stimolati a creare una presenza intorno a una posizione geografica e a intraprendere nuove forme di comunicazione.

Gowalla e Yelp stanno studiando fin d’ora applicazioni per far confluire in Facebook i check-in delle proprie piattaforme.
Foursquare invece non ha dichiarato niente (anche perché, a differenza degli altri concorrenti, non ha avuto la possibilità di accedere in anticipo alle Facebook Places API), tranne che con la propria versione 2.0 introdurrà servizi che li differenzieranno da Places. Se riuscirà a compiere questo gesto di maturità (come ipotizzavo anch’io in questo post), evolvendo dall’attuale meccanismo prevalentemente ludico, allora potrà sopravvivere, altrimenti…

Confermo invece quanto già detto in quel post, cioè che i servizi di geolocalizzazione attualmente sono molto più utili per creare ulteriori legami con la nostra attuale rete di relazioni; questo è ancora più vero se avviene all’interno di Facebook, a meno che non venga utilizzato all’interno di pagine o gruppi, nel cui caso potrebbe aggiungere ulteriore valore.

La differenza probabilmente la farà la massa critica di Facebook: un conto è ricevere qualche check-in dai soliti quattro gatti (gli attuali iscritti italiani) e un conto sono gli iscritti a Facebook (i nostri contatti, più tutti gli altri), senza contare che, usato bene, Places può consentire veramente di scoprire luoghi nuovi e allargare la nostra rete di relazioni.

Non ho letto di sistemi premianti per incentivare un maggior numero di check-in: questo ha i suoi lati positivi, perché induce a concentrarsi sulla qualità e non sulla quantità degli stessi.
A tal proposito, non posso fare a meno di osservare che sarà possibile cliccare sul tasto “Mi piace” a fronte di un check-in a noi gradito, altra funzionalità che avevo suggerito sempre nel post indicato sopra: questo dovrebbe aiutare a creare e identificare i check-in di qualità.

C’è un’altra considerazione importantissima, dove riprendo una perplessità che Gluca aveva espresso recentemente in un commento su Friendfeed: lui correttamente osservava che con Foursquare ogni iscritto si autoelegge sindaco di vattelapesca, ma in una società democratica (e il web sociale si riconosce in questo concetto di democrazia) sono le altre persone che ci attribuiscono un valore e ci “eleggono”.

Da questo punto di vista, Facebook Places è un enorme passo in avanti rispetto a Foursquare e Gowalla, perché il valore verrà dato dai commenti e dai like degli altri componenti della comunità. Ogni check-in diventerà importante per quello che hanno detto e fatto i nostri amici.

Chissà invece se i check-in effettuati attraverso Places faranno la fine dei tag delle foto. Io spero proprio di no ma sono molto scettico, e con me anche qualcun altro.

 

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