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12 Lug Posted by in Uncategorized | 5 comments

Se in passato qualcuno mi avesse previsto che un giorno avrei potuto scrivere un post come questo lo avrei guardato come di solito si guarda un pazzo.

L’intenzione era quella di scrivere un post più drastico però, per ironia della sorte, dopo una chiacchierata in pausa pranzo con chi ha fama di far chiudere i siti, alla fine sono sceso a più miti consigli.

Per farla breve, ho deciso di sospendere le relazioni social sia online che offline per un bel po’ di tempo, quanto basta per staccare la spina e fare un po’ di riflessioni. Questo significa anche niente più barcamp, convegni, forum, congressi, seminari, presentazioni, aperitivi, pizze, ecc., altrimenti non servirebbe a niente.

Non chiuderò nessun account: non potrei farlo, visto che questi, chi più, chi meno, racchiudono una parte importante di me stesso e della mia vita, ma probabilmente anche una minima parte della tua.

Su questo blog invece probabilmente continuerò a scrivere, come giusto compromesso, anche perché i commenti che ricevo qui sono talmente pochi che non dovrebbero coinvolgermi più di tanto.

Perché questa decisione apparentemente improvvisa? Diciamo che, mentre Piero dice che comunicare stanca, io dico che relazionarsi logora. Potrei provare a spiegarlo prendendo a prestito una delle ultime definizioni usate da Dan Brown (no, non “quel” Dan Brown), quella sulla “comfort zone” e sugli effetti che si verificano quando la lasciamo. Ecco, la mia comfort zone era diventata quella che passa attraverso i social network: troppo confortevole, troppo social.

Sul fatto poi che sia improvvisa, beh, potrei rispondere che è relativa al contesto. Come dicevo l’altro giorno a un’amica, a certi livelli il contagio sul web è talmente forte e in real-time che oggi io posso dire di essere una persona diversa da quella che ero ieri ma anche da quella che sarò domani. Sul web tutto è improvviso, quindi tutto è normale.

Mi spiace immensamente accantonare un grande valore come quello della mia rete di conoscenze che, presumibilmente, finirà per sfasciarsi. Mi spiace anche per gli amici che ho accolto nella mia sfera di relazioni negli ultimissimi giorni e che potrebbero pensare a una mancanza di serietà da parte mia: se sei uno di loro, sappi che quando ti ho chiesto l’amicizia ho voluto mandarti un messaggio implicito, cioè che per me sei una persona interessante e che ha fatto colpo su di me, al di là della pausa che ho scelto di prendermi e che non c’entra niente con te.

Se preferisci, puoi lasciarmi ugualmente in un angolino della tua lista di friends perché tanto non disturbo e non sporco, altrimenti avrai tutta la mia comprensione se sceglierai di tagliarmi di netto senza esitazioni.

Intanto io ho aggiornato il mio blogroll con i blog che seguo in questo momento e con le ultime persone che ho conosciuto (anche se, causa età galoppante, temo che ne avrò dimenticato qualcuno).

Nei giorni scorsi più di una persona mi ha parlato usando la metafora di un tasto col quale disattivare contemporaneamente tutte le nostre presenze sui social network prima della partenza delle vacanze. Non sarebbe male se fosse davvero possibile, no? Meglio ancora se questo ipotetico tasto fosse utilizzabile in qualsiasi periodo dell’anno.

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5 comments

  • Niki ha detto:

    Mah, queste scelte così radicali e scientifiche mi lasciano sempre molto perplessa.
    Sarà che sono giunta alla conclusione che fare quello che ci si sente di fare è sempre la scelta migliore, ma senza auto imposizioni, non per puro esercizio, solo in modo naturale.
    Altra cosa: trovo molto difficile separare quello che per me non è separato. Le persone che vedo dal vivo non importa dove le ho incontrate, fanno parte comunque della mia vita, in un modo o nell’altro (a meno che non decidessi di darmi all’eremitaggio).
    Credo questo il problema: non classifico le persone, gli amici sono amici, i social network sono dei mezzi, non lo scopo.
    In sostanza, credo nell’evoluzione naturale dei rapporti. Sentire parlare di “contagio” quando si tratta di persone mi fa uno strano effetto.
    Detto questo, in bocca al lupo per il tuo periodo di black out, spero tu riesca a trovare quel che cerchi.

    • roberto ha detto:

      Ciao Niki. Nemmeno io riesco a fare differenza tra online e offline: è per questo motivo che rinuncio a entrambi.
      Il termine contagio intendilo non in senso “markettaro” bensì nella sua accezione più bella e genuina, quella che ti trasmette sentimenti, quella che ti fa provare gioie e dolori.
      Internet non c’entra gran che in tutto questo: è più una questione di socialità in senso lato.

  • Catepol ha detto:

    Buona vita. Se torni siam qua.

  • Robi ha detto:

    Il tuo angolo dalle mie parti non te lo porta via nessuno. Ci sentiamo 😉


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