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Larga la banda, stretta la via

14 Giu Posted by in Uncategorized | 1 comment

L’altro giorno Stefano Quintarelli ha pubblicato un video chiarificatore e illuminante sull’importanza di fornire accessi diffusi sul territorio tramite banda larga e sugli ostacoli che incontra in Italia.

Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli

from Stefano Quintarelli on Vimeo.

Incuriosito, ho cercato di saperne di più e ho anche provato a fare dei paralleli con quanto avviene nel resto dei Paesi del G20.

Ho così scoperto che nel Regno Unito il Segretario alla Cultura ha appena annunciato la forte intenzione del suo governo di accelerare l’utilizzo della banda larga attraverso nuove normative.

Letta così, potrebbe sembrare l’ennesima dichiarazione del solito governante tutto chiacchiere e distintivo.
In questo caso però sembra che dietro ci siano intenzioni concrete.

Mi hanno colpito queste frasi del segretario inglese:

Our goal is simple: within this Parliament we want Britain to have the best super-fast broadband network in Europe. Super-fast broadband is not simply about doing the same things faster. It’s about doing totally new things – creating a platform on which a whole generation of new businesses can thrive.

Che, tradotto, suona così:

Il nostro obiettivo è semplice: all’interno di questo Parlamento vogliamo che la Gran Bretagna abbia la migliore rete super-veloce a banda larga in Europa. Avere una banda larga super-veloce non significa semplicemente fare le stesse cose più velocemente. Si tratta di fare cose totalmente nuove e creare una piattaforma sulla quale possa svilupparsi un’intera generazione di nuove imprese.

Non male, vero?
In che modo intende procedere il governo inglese?
Anzitutto varando norme che costringano le cosiddette “utilities” (società distributrici di acqua, luce e gas) a concedere l’utilizzo delle loro tratte per la posa della fibra ottica.

E inoltre:

With more and more firms relying on technologies such as cloud computing to conduct a core part of their daily operations, high speed broadband is now absolutely mission-critical for Britain’s four million SME’s which make up some 97 percent of the private sector.

Capito?
Con il crescente appoggio a risorse accessibili attraverso architetture di cloud computing, le PMI (nel caso del Regno Unito la quasi totalità delle imprese private) rischiano la paralisi.
Mi ha sorpreso non poco invece leggere che, secondo uno studio realizzato dal FTTH Council (organizzazione no profit per la diffusione di reti a banda larga di tipo FTTH), il Regno Unito raggiungerà il traguardo di un quinto delle abitazioni raggiunte da connessioni a 100 Mbps non prima del 2020, cioè dai due ai quattro anni dopo rispetto a Francia, Germania e, udite udite, Italia.
Per avere chiaro cosa significa questo, occorre prima sapere che esistono diversi tipi di architetture per portare la fibra ottica in ogni casa: si va dalle soluzioni ibride fibra/metallo (reti FTTN), a quelle che portano la fibra fino al cosiddetto “ultimo miglio” (reti FTTC), a quelle “Fiber-To-The-building” (reti FTTB) che arrivano fino agli edifici, per finire con le “Fiber-To-The-Home” (reti FTTH) che arrivano in ogni appartamento.
Lo studio si riferisce appunto a quest’ultimo caso, l’unico che non ha nessun collo di bottiglia tra l’erogatore del servizio e l’utente finale.

Per saperne di più potete dare un’occhiata a questo documento.

reti FTTX
Troppo pessimistiche le stime inglesi o troppo ottimistiche quelle italiane, tenuto conto che noi, per i motivi ben spiegati da Quintarelli, siamo ostaggi di uno sviluppo ingessato?
Anche gli States si trovano nella situazione si sostenere la net neutrality, sviluppando e potenziando la propria banda larga.
La commissione federale sulle telecomunicazioni ha sviluppato un piano per portare la banda larga in tutto il territorio nazionale entro il 2020, che però si è scontrato con interessi degli ISP; attualmente questo piano procede nelle sedi politiche e nelle aule di tribunale, anziché nel territorio.

La mia sensazione è che di qui al 2020 faremo solo qualche passettino in più, ma molto meno di quel che servirebbe.
Ce lo possiamo permettere?

 

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