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Analisi delle conversazioni online sui Mondiali di calcio in Sudafrica

11 Giu Posted by in Uncategorized | Comments

Nielsen ha analizzato le conversazioni che in questi giorni si sono sviluppate in rete nel periodo che va dal 15 febbraio 2010 al 15 maggio, a proposito dei Mondiali di calcio in Sudafrica, cominciati ufficialmente oggi.

Le nazioni prese in esame sono sette, tra cui ovviamente l’Italia campione del mondo (nonché chiacchierona, specie quando si tratta di eventi sportivi).

Il risultato è stato condensato in questi interessanti grafici.

Possiamo osservare da questi per esempio che gli Stati Uniti, che non hanno questa gran tradizione con il “soccer”, preferiscono parlare delle rappresentative più famose (Argentina, Inghilterra, ecc.),  piuttosto che di gossip legati ai calciatori (dove neanche a dirlo, Beckam è in pole position).

E’ curioso notare come noi italiani siamo dietro al Ghana, nei pensieri degli americani, per dire.

Nel regno Unito invece si parla di Capello, di Capello e anche di Fabio Capello, oltre che ovviamente di David Beckam.

I sudafricani invece sono molto più pragmatici e manifestano parecchia preoccupazione per eventuali attentati terroristici, stando a certe voci messe in giro da Al Quaeda.

Gli australiani invece si portano avanti con le discussioni e pensano già di organizzare i Mondiali del 2018 o del 2022: quando si dice la lungimiranza.

Al contrario, noi italiani facciamo dietrologia e le nostre discussioni sono incernierate sugli assenti Totti, Cassano e Balotelli.

Inoltre, osservando attentamente le quattro aree di discussione identificate da Nielsen (eventi, squadre, persone, località), possiamo notare che gli italiani, molto più delle altre popolazini prese in esame, preferiscono parlare delle persone anziché degli eventi o delle location, pur suggestivi.

Io in questo denoto una certa predisposizione degli italiani all’utilizzo dei social network, cosa che peraltro trova riscontro nel fatto che la lingua italiana è una delle più parlate sul web, specie se rapportata al numero di persone che la parlano.

Andiamo avanti e osserviamo che in Germania si è parlato soprattutto della parte organizzativa: e poi dicono che sia un luogo comune quello dell’organizzazione tedesca…

Infine, gli spagnoli hanno parlato essenzialmente dei team e di alcune polemiche che ci sono state, specie sui diritti tv per trasmettere le partite.

E voi? Cosa vedete?

Stati Uniti

Regno Unito

Sudafrica

Australia

Germania

Spagna

 


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